ENTRARICERCA

Alessandro Bonaccorsi
Qual è in Comunicazione il rapporto fra Creatività, Tecnologia e Formazione

Senza titolo

Alessandro Bonaccorsi
Art Director e Illustratore Indipendente

Come si rapportano oggi creatività e comunicazione?

Polemicamente direi che si rapportano male. La comunicazione spesso non comunica niente e la creatività non è niente di più che uno scherzo goliardico. Il pubblico è assuefatto. Si annoia e non ricorda. Non riconosce, non è stimolato e non si diverte più.
La comunicazione deve ridare centralità al pubblico togliendola al prodotto o peggio ancora alla vendita; per farlo deve usare la migliore creatività possibile, quella che supera i limiti dell’immaginazione, quella che interessa e quella che è stimolante. È importante che i progettisti, gli illustratori e gli artisti siano di nuovo coinvolti in modo decisivo. Tutto ciò consentirebbe di percorrere nuove strade, proprio quelle che le grandi agenzie non hanno più il coraggio di battere.

Come la tecnica e Tecnologia aiutano la creatività?

La creatività trae vantaggio dai miglioramenti della tecnologia. Ciò che è idea si trasforma in progetto in tempi che fino a venti anni fa erano inimmaginabili e questo aiuta i creativi a spingersi sempre più in là. I nativi digitali hanno poi bisogno di pescare in un immaginario collettivo ben diverso da quello di qualche anno fa. Stare quindi al passo con la tecnologia aiuterà anche i professionisti meno giovani a reinterpretare questa realtà. Non va poi dimenticato come l’utilizzo della tecnologia abbia un ruolo decisivo nella condivisione del lavoro. In tale scenario, un percorso di critica e di confronto continuo non può che essere aggiuntivo stimolo di crescita dei creativi coinvolti.

Si può diventare creativi? Quale è l’importanza della Formazione?

Tutti siamo creativi. Lo possiamo vedere quando affrontiamo un problema in modo diverso. Naturalmente i creativi migliori sono quelli che scelgono la soluzione più originale, anche se resta il fatto che tutti possono risolvere quello stesso problema.
La formazione fornisce gli strumenti e le tecniche migliori per lasciare più tempo libero al pensiero creativo. Ricollegandomi a quanto affermato in merito al mondo digitale e condiviso, posso dire che la formazione continua è necessaria anche per i professionisti affermati, non parlo però di una formazione legata a una scuola o a un master specifico bensì di una formazione sul campo in stretto rapporto con altri professionisti.

Come legare creatività a business in una Visione Strategica di agenzia-azienda?

La creatività è un bene prezioso che le aziende devono saper riconoscere. Troppo spesso “capricci” sono spacciati per idee creative. È necessario inoltre che le aziende abbiano il coraggio di superare linguaggi vetusti. Devono guardarsi intorno ed essere di stimolo affinché le agenzie diano il meglio e non da ultimo siano “talent scout” verso i creativi più bravi e interessanti. Oggi, il messaggio è svalutato a scapito della vendita. La creatività funziona al meglio quando è al servizio invece di un’idea e di un’emozione, lavorando male quando ha il solo scopo di convincere qualcuno a comprare (seducendolo e confondendolo). Agenzie, aziende e creativi devono infine lavorare insieme per rendere migliore la realtà. Ne hanno mezzi e responsabilità per farlo. Basterebbe forse ascoltare di più il pubblico.

MediaForm

Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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Ultimo aggiornamento:
19 febbraio 2019
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