ENTRARICERCA

Lorenzo Dal Ri
Sound Design Green Movie

L' aspetto caratterizzante della campagna Intel, per cui ho avuto il riconoscimento di Special Star per il Sound Design, consiste nell'aver giocato sulle sensazioni di inadeguatezza, di imbarazzo o di scetticismo, che sono una controparte quasi necessaria dei ritmi di avanzamento tecnologico nel campo della comunicazione e dell'informazione: a livello locale, italiano, questa ambivalenza è avvertita forse in misura ancora maggiore rispetto ad altri paesi, ed è proprio facendo leva su questo tipo di sentimenti che la campagna sortisce un effetto immediato e quasi liberatorio sul pubblico (sindrome già battezzata con il nome di un abbastanza noto presentatore...).

A partire da questa prospettiva l'immagine dell'azienda ed i plus del prodotto sono paradossalmente diventati veicolabili in modo più semplice e diretto, e l'esigenza di esasperare in modo quasi caricaturale le differenze tra un "prima" e un "dopo", in questo caso nel mondo dell'informatica e della comunicazione, si adatta bene al mezzo radiofonico che per la sua natura esclusivamente acustica richiede di per sè una maggior enfasi nelle soluzioni di sound design, non solo per una diretta comunicazione, ma anche per una più soddisfacente fruizione.

Ci siamo dunque trovati in mezzo ad una felice coincidenza tra le esigenze dell'azienda, dell'agenzia e la natura del medium utilizzato, e tutto questo, insieme alla validità professionale dei soggetti conivolti, ci ha senz'altro stimolato e agevolato nel compito di post-produzione.

Dopo aver ricevuto un input preciso sugli effetti che il trattamento audio avrebbe dovuto ottenere, è stata lasciata grande libertà interpretativa agli speaker ed agli attori coinvolti nel progetto, e questo ha senza dubbio contribuito in larga misura al risultato: la sicurezza della creatività ed un'ampia autonomia nella realizzazione pratica sono stati senz'altro un grande punto di forza del lavoro.

Dal nostro punto di vista di "artigiani del suono" è stato molto divertente misurarsi con le situazioni presentate dalla parte creativa dello spot: l'obiettivo era quello di caratterizzare il concetto di semplificazione evocando in modo ironico le sensazioni di pesantezza, arretratezza, smarrimento: credo che sia stato possibile raggiungerlo soprattutto a partire dalle soluzioni impegate nel foley, sonorizzando le azioni con grande cura per il dettaglio, il materiale il ritmo dell'evento da ricreare. Il prodotto finale è il risultato di qualche ora trascorsa a giocare molto seriamente con questi strumenti insieme ad una grande attenzione all'immagine stereofonica: tutte le scene sono state trattate come se fossero piccoli estratti da un film, esercitando al massimo la nostra immaginazione per stimolare il più possibile quella dell'ascoltatore. In definitiva un lavoro complesso ma stimolante, ne vogliamo ancora !

Personalmente non vedo un grosso vantaggio dello stile “Made in Italy” sul web, attualmente le tendenze sono molto omogenee, non credo che esista una differenza così distintiva. Se ci spostassimo a Londra, ad esempio, forse potrebbe esserci qualche vantaggio dal punto di vista commerciale, potremmo valutarne i plus rispetto ai competitors ma non vedo l’emergere di un Italian Design vero e proprio in generale e in particolare per Internet. In definitiva credo che qui manchi una tradizione importante, infatti i lavori più vecchi hanno una decina d’anni, undici al massimo e oggi è facilmente possibile conoscere l’intera storia del web in Italia, poiché è molto giovane, altri settori invece possiedono una storia più lunga, questo succede ad esempio per il settore della moda italiana.

Credo in definitiva che il mezzo internet non sia maturo, né tantomeno l’utilizzo che ne facciamo. Credo che il problema sia rappresentato dal fatto che non sappiamo ancora bene cosa farne, infatti le aziende che utilizzano internet nel modo corretto in Italia sono proprio poche. Diverse volte accade che noi costruiamo il sito realizzandolo perché l’azienda poi lo usi nel modo migliore, se questo non avviene il problema non è tecnico o tecnologico, ma culturale.

Il nostro rapporto con i clienti è molto buono, infatti conserviamo ancora i nostri primissimi clienti, raccogliamo ed elaboriamo le esigenze del cliente attraverso un brief dedicato che mette in luce caratteristiche salienti ed obiettivi strategici. In seguito sulla base del profilo emerso, proponiamo un progetto, evidenziando i punti di forza e differenziazione rispetto al mercato.

Se devo fare unaugurio per il mondo della comunicazione…auspico un po’ più di serietà, spesso succede che ci siano ad esempio gare poco chiare. Credo che siano necessarie serietà e trasparenza. In generale poi vorrei vedere realizzati siti più semplici, meno complessi, e soprattutto più sentiti dalle aziende. Siti ricchi di informazioni anche a costo di essere più disordinati.

MediaForm

Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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17 giugno 2019
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