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Cristian Micheletti

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

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Cristian Micheletti
Founder & Content Creator
Social Content Factory S.R.L.

Credo che la comunicazione abbia subito un processo di cambiamento radicale che ci costringe a re-inventare ogni giorno la nostra professione: ogni brand ha accesso infatti a strumenti editoriali di straordinaria efficacia che gli permettono di entrare in contatto diretto con il proprio target, o meglio la propria audience. Insomma: ogni company è una vera e propria media company, come diciamo spesso.

Soprattutto per una realtà come la nostra -che nasce e si muove prettamente all’interno del mondo digital- la rivoluzione dei social media ci pone di fronte a responsabilità maggiori rispetto al passato perché il messaggio non può essere mai definitivamente considerato “arrivato a destinazione” finchè non è stata gestita in modo corretto la conversazione intorno al messaggio stesso.

In questo percorso, il ruolo della creatività è più centrale che mai e alle agenzie è demandato il compito di accompagnare il cliente step by step anche facendo ricorso a figure professionali come il digital content creator o il content director che possiedono skills trasversali e in continua evoluzione.

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Come detto, Social Content Factory si muove nel mondo dei social media ed è lì che guarda costantemente per apprendere le best practices e sviluppare i più efficaci metodi di approccio al contenuto.

Il nostro modus operandi è interdisciplinare perché unisce tre tipi di competenze: quelle di tipo editoriali (e in particolare video) che ci permettono di costruire narrazioni efficaci per i target designati, quelle di marketing che -di concerto con i clienti- ci consentono di definire obiettivi e KPI, e quelle psicologiche che ci forniscono le chiavi del comportamento degli utenti sui social media.

Per questo, se parliamo di metodo, è importante innanzitutto studiare a fondo quali sono i linguaggi che vengono premiati dall’audience in termini di engagement e perché. E’ indubbio infatti che sui social media venga premiata la creatività ma solo se abbinata a un linguaggio reale, autentico e trasparente, che consente una completa immedesimazione da parte dell’audience.

Il nostro metodo parte proprio da questo tipo di considerazione e sviluppare contenuti che siano in linea con i valori del brand e che allo stesso tempo soddisfino le esigenze di intrattenimento e informazione dell’utente finale.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

Ci sono tanti esempi di brand che sono riusciti a costruire una strategia di contenuti davvero importante e la loro audience li ha seguiti e continua a seguirli con grande attenzione. Ritengo che la chiave del successo risieda nella capacità di suscitare interesse attraverso la qualità ma soprattutto attraverso meccanismi narrativi sempre nuovi e coinvolgenti.

Non è più tempo di inondare i newsfeed dei vari social con contenuti di nessun appeal, già letti o visti altrovi. E’ il momento di concentrarsi su un numero minore di contenuti ma che abbiano davvero rilevanza per l’utente che è costantemente bombardato da messaggi e deve poter scegliere su cosa concentrare la sua attenzione.

Piaccia o non piaccia, i social sono il presente e, per quanto possiamo saperne adesso, saranno per larga parte il futuro. Dobbiamo saperci muovere in questi ambienti mediatici secondo le loro regole, senza avere la presunzione di piegarli a strategie di comunicazione vecchie e inefficaci.

Se non riusciamo a ingaggiare l’utente con il content marketing di marca che proponiamo, il problema non è dell’utente che reagisce in modo freddo ma della strategia di contenuto debole.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

Limitatamente all’ambito in cui opera la mia società, personalmente credo che l’errore più grave che possiamo commettere in ambito digital è quello di non essere trasparenti e fedeli ai valori di marca. Internet non perdona.

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Ultimo aggiornamento:
17 ottobre 2019
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