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Lorenzo Cecchinelli
Consumer Playmaker: Nella delicata fase d’arrivo presso l’audience di riferimento, quali sono le condizioni che regolano la buona ricezione del messaggio?

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Lorenzo Cecchinelli
Creative Director Mpr Comunicazione Integrata

L’utente come percepisce la diversa tipologia di messaggi nell’affollamento quotidiano degli avvisi pubblicitari? Quale tipo di engagement risulterà maggiormente gradito?

Così come si evolvono il linguaggio e i sistemi di comunicazione, anche l’utente sviluppa sistemi più avanzati di filtraggio delle informazioni ricevute. Oggi pensiamo ad un utente smart, in grado di reagire con più consapevolezza a tutti i messaggi che riceve. Diciamo che ha un occhio e un dito allenato. Dallo zapping allo scrolling i meccanismi sono sempre gli stessi, selezionare ciò che ci interessa, il resto bypassare. Dobbiamo pensare a un dialogo continuo in cui però il ricevente seleziona solo quello che gli piace, memorizza pochissimo e dimentica subito.

Quindi la sfida dei nuovi comunicatori è proprio quella di farsi scegliere come emittente di contenuti gradevoli stabilendo una relazione di fiducia con il proprio pubblico. Siamo in piena rivoluzione influencer!

“La vita vera” resta il tema interessante del momento, senza censure, o filtri. Gli stereotipi sono passati di moda, vecchi, forme ideali che hanno sicuramente aiutato un’epoca a costruire i suoi riferimenti, ma che oggi risultano stantie. Oggi siamo nell’ era in cui chiunque, purché susciti interesse online avendo qualcosa da raccontare e condividere con una rete di follower, è di fatto un’emittente. La rete premia la verità, la semplicità, ritenuta non falsificata ma oggettiva e quindi verosimile. Oggi web ed eventi uniti in una strategia integrata sono un grande strumento di comunicazione. Noi in Mpr da tempo integriamo questi due mezzi in grado di potenziarsi a vicenda.

Spesso non ci accorgiamo di quanto gli algoritmi stiano pilotando le nostre scelte attraverso l'utilizzo dei Big Data. Quale sarà Il futuro della comunicazione? Sarà esclusivamente Data Driven o c’è la possibilità di una svolta creativa Human Driven?

Sicuramente i dati rappresentano l’indicatore di massima di un sistema e ci permettono di valutare un andamento. Non credo che si debba valutare eticamente se sia un bene o un male, l’algoritmo è la risposta al nostro comportamento di preferenze dei contenuti.
C’è inoltre una recentissima tendenza a parlare di ‘small data’, in contrasto con gli ormai stra-citati big data: dall’osservazione dei piccoli segnali si riescono a tracciare i cambiamenti più importanti che impatteranno sul mondo della comunicazione e del consumo.
Insomma la rete ci restituisce ciò che desideriamo e il bello della rete è che si può scegliere la strada di contenuti da percorrere, si può interagire con questi contenuti, condividere o dissentire, si può contribuire.

Oggi siamo molto più liberi che davanti alla tv. Siamo solo all’inizio di questa rivoluzione, sono convinto che più di quanto non sembri, è auspicabile una centralità della creatività proprio per fugare ogni sospetto di banalizzazione e routine della comunicazione. Oggi una delle esigenze più urgenti per le aziende è comunicare quotidianamente sui social contenuti diversi. Lo story telling diventa fondamentale, perchè sui social, ossia il posto dove le vite si raccontano, dobbiamo essere interessanti, ingaggianti.

In Mpr comunicazione integrata abbiamo da tempo, studiato strategie di comunicazione che vanno verso queste nuove direzioni, soprattutto riscontriamo che le aziende iniziano ad entrare in queste nuove ottiche.

All’interno di un mercato sempre più esigente e competitivo, l’elemento cardine per le aziende resta la reputazione, attraverso la quale sono quotidianamente sotto esame da parte dei consumatori. La sostenibilità può aggiungere personalità al brand, suscitando un interesse più marcato nelle nuove generazioni?

Si questo è un possibile futuro auspicabile, democratico, che baserà la sua forza sul giudizio condiviso.
E’ chiaro che disciplinare la verità sarà un compito complesso, dal momento che la rete è il primo territorio in cui si generano false informazioni o credenze del tutto arbitrarie.
Si alzerà molto l’asticella per le aziende e fare qualità sarà sempre di più l’obiettivo primario, altrimenti la rete sarà impietosa.

La reputazione si costruisce giorno per giorno e gli utenti saranno l’ago della bilancia. Un territorio libero in cui potersi mettere in gioco, in un rapporto diretto con il pubblico. La comunicazione avrà lo scopo proprio di gestire questo dialogo continuo con contenuti reali e sinceri. Una volta si diceva che la pubblicità doveva far sognare oggi deve raccontare e informare ma soprattutto coinvolgere, avvicinare, rendere possibile.

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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