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Francesco Maria Pignatelli
Storytelling: l'Arte di raccontare storie in Comunicazione

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Francesco Maria Pignatelli Progettista della Comunicazione

Come utilizzare oggi in modo innovativo lo storytelling a partire dai suoi elementi costitutivi?

La cosa che più mi ha sorpreso dopo aver scoperto e metabolizzato l'arte dello storytelling, è realizzare che il mondo stava correndo dietro un qualcosa che in realtà ha sempre avuto con sè. Le storie sono ciò che siamo. Oltre a consegnarci un ruolo, ci aiutano a comprendere il mondo che vive e si evolve con noi.

Non è un caso che anche nei paradigmi legati al mondo della didattica si stia gradualmente passando dai test alle storie, la condivisione dei famosi schemi interpretativi di Roland Barthes. Ci rendiamo conto di quanto i valori di un essere umano o di un'azienda non vengano più enunciati direttamente, restando parole astratte all'interno della sfera concettuale.

Destrutturando gli stilemi del patrimonio di trasmissione orale degli uomini, comprendiamo come anche i sentimenti più profondi possono avere un volto, un nome e vivere le loro sfide all'interno di una narrazione. In qualità di progettista sento la necessità morale di sensibilizzare il pubblico che ci circonda, attraverso la progettazione delle emozioni e dei contenuti, ai quali esso, sente di dover dare una voce, una forma e non ultimo un carattere.
Siamo l' Impresa cognitiva di noi stessi, il cui scopo è prima quello di raccontare sensazioni ed ambienti delineati di percezione e solo dopo quello di vendere un prodotto.

Se lo storytelling è anche strumento per gestire al meglio la comunicazione, quali sono gli ingredienti per creare un brand di successo e quali le strategie per mantenerne alta la reputazione?

Non credo nell'esistenza di una "ricetta finale", bensì nella consapevolezza, spero sempre crescente, che noi designer ed i nostri interlocutori decidiamo di porre alle nostre personali Reti del valore. Non c'è stile o moodboard che regga, se colui che narra (piccola o grande impresa) non ha già semplificato e schematizzato, in primis ai propri occhi, il reale messaggio che lo rappresenta.

Dati questi presupposti, trovo utile ed emozionale un approccio di Infotainment (information + entertainment) basato sulla chiarezza dei contenuti e quindi sulla trasparenza di intenti; rendendo molto più intima e concreta la relazione designer / cliente e di conseguenza quella del cliente con sè stesso (impresa).

L'impresa si propone dunque come depositaria di un sapere immutabile, che può essere
RI- conosciuto dai suoi interlocutori ma mai confrontato o messo in discussione. Gli azionisti devono essere coinvolti attivamente, anche in veste di co-autori, garantendo al processo-progetto non solo un volto più originale e dinamico, ma un ritorno emotivo-economico più consapevole e duraturo nel tempo.

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8 agosto 2019
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