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Simona Tovaglieri
Storytelling: l'Arte di raccontare storie in Comunicazione

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Simona Tovaglieri Web copywriter, Blogger, Digital Marketing specialist, Ricercatore

Come utilizzare oggi in modo innovativo lo storytelling a partire dai suoi elementi costitutivi?

Sono tante le persone che parlano di storytelling, ma molte meno quelle che veramente lo fanno davvero. Spesso il termine storytelling viene utilizzato impropriamente per indicare solo una forma di comunicazione monodirezionale, che non si differenzia sostanzialmente da quanto avveniva in passato.

Si tratta in questi casi solamente di un cambio di terminologia, applicata a una tipologia di contenuti rimasta invariata nella sua sostanza.

Utilizzare in modo innovativo lo storytelling oggi significa un cambio di prospettiva, non più incentrata sull’azienda o sul singolo prodotto che si vuole commercializzare: occorre calarsi nei panni dei propri clienti, per capirli veramente, comprenderne le motivazioni più intrinseche, i valori, i bisogni più reali. Oggi fare storytelling significa individuare i punti di contatto che il brand ha con il proprio pubblico di riferimento, per scrivere insieme una storia, suscitare emozioni e condividere valori.

Se lo storytelling è anche strumento per gestire al meglio la comunicazione, quali sono gli ingredienti per creare un brand di successo e quali le strategie per mantenerne alta la reputazione?

“Conosci te stesso” è un’esortazione valida per tutti, brand compresi. Innanzitutto occorre che le aziende redigano un bilancio delle proprie caratteristiche, sia quelle positive che quelle negative, un’analisi introspettiva della propria identità, necessaria per poter interloquire con i propri clienti.

Il passo successivo è quello dell’ascolto, della conoscenza approfondita del proprio pubblico, che va suddiviso in nicchie, ne va delineato minuziosamente il profilo, individuati gli interessi, le passioni, le diverse sfaccettature che ne compongono la personalità e ricercando il fattore che accumuna queste persone, il loro bisogno primario che il nostro brand potrebbe soddisfare.

Individuato così il bisogno, occorrerà focalizzare l’attenzione su di esso narrando quali siano le soluzioni per soddisfarlo, oppure, qualora non fosse possibile risolverlo definitivamente, cercare di mitigarlo.
Un brand di successo è pertanto quello che interagisce con le diverse nicchie di pubblico, con le quali cerca assieme delle soluzioni, e racconta tutto questo, fornendo loro dei valori, suscitando emozioni, utilizzando i punti di contatto specifici per ciascuno di loro. Un brand di successo deve saper raccontare al proprio pubblico una storia in cui riconoscere la propria storia.

Naturalmente la fiducia del pubblico deve essere ben riposta: alla base ci devono essere prodotti e servizi di qualità, una storia vera, concreta.

È quello che stanno facendo alcuni brand, quali Coca Cola e Dove. Nel primo caso il brand vuole portare unione, condivisione, che ottiene attraverso delle tecniche di game in modo da coinvolgere le persone, che sia, ad esempio, un distributore altamente tecnologico, in grado di avvicinare popolazioni divise da conflitti storici come l’India e il Pakistan, oppure dei tappi di plastica sulle bottigliette, che possono essere aperte solo trovando e incastrando il tappo gemello. Si tratta quindi di una comunicazione che allarga i propri orizzonti, spostando l’attenzione dal prodotto al bisogno di superare il timore che si avverte in presenza di persone sconosciute.

Dove, invece, ha studiato approfonditamente il proprio pubblico femminile, rilevandone la ridotta consapevolezza della propria bellezza. Ha iniziato così a dialogare con il proprio pubblico per ridefinire i canoni della bellezza autentica, per incrementare la consapevolezza che la bellezza di ognuno di noi sta nella propria unicità e a riconoscere anche che alcuni inestetismi che a noi appaiono come delle orripilanti deturpazioni, in realtà passano inosservate.

Si tratta quindi di brand che parlano al cuore del loro pubblico, suscitando emozioni e trasmettendo delle narrazioni condivise: brand che ritengo siano di successo.

Quali diventeranno in un prossimo futuro le qualità più richieste ai professionisti? Come il cambiamento del mondo della comunicazione ci può guidare a nuove vie?

La resilienza, l’adattabilità a situazioni e contesti sempre in divenire, ma anche la capacità di ascolto, di captare dei segnali che provengono dalle persone e che aleggiano nei diversi settori. Vivendo in un periodo storico caratterizzato da forti cambiamenti, occorrerà imparare ad applicare la propria professionalità in contesti sempre più diversificati, utilizzando i diversi mezzi di comunicazione, ognuno dei quali ha delle caratteristiche peculiari, e ai quali si affiancheranno nuovi media più evoluti.

È tutto un continuo divenire, un continuo cambiamento, un continuo adattare conoscenze acquisite a nuove sperimentazioni; i cambiamenti ci propongono nuove sfide per trovare in modo creativo soluzioni alternative, delle vie inesplorate per comunicare.

Non è il cambiamento del mondo della comunicazione che ci deve guidare ogni volta a trovare nuove vie: siamo noi professionisti che dobbiamo essere in grado di riorganizzare tutte le nostre conoscenze, per costruire la bussola più adatta ad individuare la strada che ci porterà al raggiungimento dei nostri obiettivi specifici, operando in un contesto specifico, nuovo, completamente diverso dalle esperienze precedenti.

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8 agosto 2019
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