ENTRARICERCA

Fabio Lazzaroni
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Fabio Lazzaroni
Direttore Creativo Breathing

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Sicuramente il periodo di transizione che stiamo vivendo in questi anni viene semplificato da Godin con questi termini così efficaci, come piccolo e grande.
Piccolo è il nuovo grande proprio perché con la nascita di queste nuove modalità comunicative, dirette, veloci e altamente modulabili, i piccoli hanno saputo adattarsi in maniera più semplice e veloce. Selezionando risorse qualificate, il piccolo riesce a garantire un livello qualitativo estremamente elevato con costi minori e tempi esecutivi inferiori.

Spesso la “burocrazia” presente all’interno di grandi strutture porta invece al contrario.
Sempre più oggi il piccolo non solo è destinato a “sopravvivere” ma può avere un maggiore appeal sul mercato in quanto maggiormente flessibile e veloce in fase esecutiva.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Sicuramente questo rappresenta un’occasione.
La riduzione dei budget dei grandi clienti ha spostato l’attenzione verso strumenti comunicativi diretti e selettivi a discapito di quelli tradizionali. Questo facilita naturalmente da una parte le agenzie specializzate in BTL in quanto, dopo questo cambiamento, dispongono di budget più grandi e non residuali da destinarsi esclusivamente alle attività di field e quindi attivare campagne maggiormente incisive e strutturate.

Al pari, i clienti, ritrovandosi ad investire in modo maggiormente mirato e definito, sono portati ad ottimizzare la strategia di comunicazione. Al crescere inoltre dei nuovi strumenti di comunicazione, il cliente può sviluppare insieme all’agenzia di riferimento infinite possibilità nonostante la riduzione dei budget.

E’ chiaro però che ogni strumento deve essere utilizzato al meglio, creando un filo diretto con il consumatore ingaggiato, come ad esempio nelle attività che prevedono il coinvolgimento dei social network, che non possono e non devono essere una semplice vetrina sul consumatore ma devono prevederne l’interazione.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Come operatore del settore, confermo che l’attenzione dei clienti verso forme di comunicazione mirata one to one è in continua crescita.
E’ il caso del lancio di nuovi prodotti, ad esempio, quando il cliente ha la necessità di comunicare ad un cluster molto profilato di consumatori. Detto questo, l’agenzia ha spesso il compito di attivare dinamiche complementari sul consumatori come il drive to store che permette al cliente di avere una redemption precisa di ogni campagna attivata.

Il grosso errore che cliente ed agenzia possono fare quando decidono di implementare una campagna di questo tipo è quello però di pensare che il semplice contatto one to one sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi. In realtà il consumatore è sempre più abituato a questo tipo di comunicazione e quindi sempre più spesso ogni attività deve avere un concept creativo alla base che permetta di far vivere allo stesso una nuova esperienza memorabile.

La scelta dei touch point, di massima importanza, deve seguire queste linee guida e quindi deve cercare sempre nuove alternative così da non utilizzare “spazi di contatto” inflazionati. Per fare un esempio, la domanda da porsi non è solo dove posso intercettare un particolare target ma dove posso coinvolgerlo attivamente e far si che possa dedicarmi la corretta attenzione, magari durante un momento di possibile utilizzo o consumo del prodotto in comunicazione.

Come agenzia specializzata in field marketing, ritengo comunque indispensabile che ogni azione venga pianificata all’interno di un progetto più ampio che coinvolge in modo complementare più canali, come il web, i social network e lo stesso punto vendita dove il consumatore conclude il processo decisionale d’acquisto.

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Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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