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Samira Khaled Pellizzari

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

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Samira Khaled Pellizzari
Amministratore Unico presso Garanted Srl

Dal momento in cui lo staff accoglie le richieste e i desideri del cliente attraverso il brief, è già chiaro come poter sviluppare in un percorso senza troppi tremiti tutto il progetto.
Uno dei punti importanti che la società Garanted applica è l’affidamento del cliente ad un unico punto di riferimento dello staff.

In questo caso si instaura un rapporto che si completa con la fiducia tra le parti e la coerenza di aver sempre la situazione sotto controllo, priva di passaggi a modi ‘staffetta’ tra l’ufficio creativo e amministrativo. E’ inevitabile che in questo modo si riesca a conoscere meglio sotto molteplici punti il cliente e le sue esigenze e a fine percorso ottenere un feedback che ne realizzerà un rapporto solido e continuo.

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Il mondo del commercio è in costante evoluzione ed il web ne fa da padrone. Che si segua un percorso tradizionale o innovativo, la nostra mission è sempre il sostegno degli esercizi commerciali e delle aziende che vogliono sviluppare nuovi settori nel business, ottenendo maggior visibilità del brand e dell’attività completa.

Alcuni nostri clienti, ad esempio, per la comunicazione non mollano il caro e vecchio giornale cartaceo di cronaca locale, cosa che per molte agenzie analoghe a Garanted potrebbe essere un problema, quindi un ostacolo nel planning di offerte riservato a loro. Garanted ne fa un punto di forza adattando il messaggio di marketing alla loro scelta, che precedentemente è stata concordata.

Non tutti sanno che il Networking non si può affidare solo ed esclusivamente ai social, per esperienza Garanted afferma che anche il classico ‘passa parola’ ha la sua efficacia, se però, strutturato e gestito in maniera responsabile su punti potenzialmente fertili.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

E’ senza dubbio importante riuscire a non canalizzare il messaggio solo per un pubblico di nicchia. Se il cliente ad esempio vuole organizzare un evento pubblico, la comunicazione deve esser progettata in maniera eclettica e non ermetica o quasi codificata per chi non è del settore. Le figure come head of content o content strategist sono spesso presenti nelle agenzie ma altrettanto spesso propongono i medesimi percorsi per gli obbiettivi di comunicazione, purtroppo oggi siamo in un mondo di autoditattistica anche nei settori specializzati.

I social sono sempre tra le prime opzioni, avendo cambiato il modo in cui intendiamo la comunicazione. Uno dei punti a favore della comunicazione mediatica tra i social è sicuramente l’immediatezza, comunicare un avvenimento nel momento in cui questo si compie risulta di capitale importanza. Un altro punto a favore è il controllo dell’efficacia della comunicazione stessa, cosa che i metodi tradizionali non offrono. L’utente riceve le informazioni in modalità istantanea ed ha la possibilità di ricevere gli aggiornamenti ed eventualmente partecipare a tutto il processo evolutivo dell’evento stesso, questo è un metodo che richiama l’attenzione della maggior parte dei nostri clienti e degli utenti e grazie alle nostre competenze, viene gestita con grande cura continua.

Come detto prima, Garanted propone in base al progetto e in base all’esigenze del cliente, le varie modalità per creare la visibilità del brand, ma senza escludere mai il potenziale che può nascondere una metodologia vista come obsoleta. Non dimentichiamo che prima di My Space e Facebook vi era l’Era delle e-mail. Oggi la news letter, però, gioca si sull’immediatezza ma non sull’efficacia, anche se il messaggio è preposto in maniera accattivante, la sua fine al 90% è nella casella SPAM. In svariati casi, possiamo far leva sulla viralità di un buon contenuto.

Omaggiare la scelta dei social è più semplice poiché la comunicazione viene proposta, molte volte, con semplici video e immagini, senza la necessità di inserire testi, quindi meno parole e più contenuto. E questo non lo dice uno specialista, ma l’utente che è sempre più propenso alla ricezione di questa tipologia di messaggio.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

In questi anni, Garanted ha accertato che le agenzie pur di acquisire clienti di diversi settori, si vedono offrire modalità di marketing e comunicazione che sul territorio italiano (soprattutto) non è concepito. Uno è il Guerrilla Marketing. Questa strategia nasce in America che cultralmente diversa soprattutto per la ricezione dei messaggi, si affina tra le Majors per far ‘cadere’ l’utente in qualcosa di inaspettato.

Guerrilla Marketing, in America, viene utilizzato nei film, ad esempio ‘The Blair Witch Project’ ne è stato un caso eclatante, il pubblico incuriosito sulla sparizione dei protagonisti dopo la messa in commercio della pellicola, ha dato vita ai rumors che affermavano la veridicità della storia. A tutto questo sono seguiti diversi pellegrinaggi nelle locations coinvolte e ad un numero esagerato di feedback e di ricerche in merito. La strategia ha raggiunto ottimamente molti obbiettivi:

-sono stati acquistati milioni di dvd fino ad esaurimento,
-i siti streaming a pagamento hanno aumentato gli accessi per vedere il film
-Buzz sul web
-il merchandising ha ottenuto un volume enorme di richieste
-in rete il caso è diventato virale per diversi mesi.

In Italia, invece, un brand molto famoso di caffè ha provato diversi anni fa lo stesso metodo in tv, per reclamare la posizione alta dell’azienda, dopo un forte calo di vendite. Ha così proposto uno spot ambiguo per suscitare la curiosità del pubblico, dopo circa un mese di messe in onda, veniva svelato il prodotto e il marchio. E’ stato un flop colossale, nessun rumors, nessun utente ha aperto alcun blog o forum in merito e le vendite sono rimaste le stesse se non calate.

In Italia il messaggio è recepito in maniera diversa, il cliente che accede a questa tipologia di marketing identico a quello oltre oceano alla fine rivela solo la classica BUFALA, quindi il feedback è assolutamente negativo o inesistente e l’utente si sente preso in giro.

Succede anche ai brand affermati come BlackBerry, che con l’azione di Guerrilla Marketing (RIM) a Sidney usciva con la campagna ‘Wake Up.Be Bold’ ovunque, si è rivelato solo un maldestro tentativo di un’azienda esasperata dai bilanci negativi di parlare ai propri (ex) clienti (che hanno prediletto Apple) tentando di alzare la voce ed il tono del dibattito tra i sostenitori di Blackberry e quelli dei prodotti Apple. Nonostante la coraggiosa iniziativa di RIM, la campagna virale lanciata dal flash mob in George Street non ha dato i risultati sperati in termini di vendite. Il fatturato di RIM in Australia e Nuova Zelanda ha infatti continuato a precipitare, sottolineando quanto inefficace sia stata l’iniziativa a livello commerciale nonostante l’ottimo effetto buzz ottenuto sul Web.

Gli errori da non commettere assolutamente sono i seguenti:
- ridicolizzare il prodotto e il brand
- standardizzare il messaggio per ogni territorio
- modalità immediata della proposta all’utente
- mal utilizzo del budget
- strategia riciclata
- affido al social senza strategia
- azioni fine a se stesse
- messaggio all’utente privo di motivazione
- assenza della ricerca di mercato prima della campagna
- tempistica e periodo non idoneo

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17 ottobre 2019
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