ENTRARICERCA

Massimo Germoglio – Flavia Messina
Partner / Direttore New Business e Relazioni Esterne Rumblefish

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Rumblefish è una Casa di Post-produzione di lungo corso, quali progetti state seguendo attualmente?

(Massimo Germoglio) Ci siamo posti l’importante obiettivo di formare un gruppo di talenti specificatamente legato agli effetti speciali, in grado di sommarsi all’esperienza di post-produzione che abbiamo raccolto in tutti questi anni, per dare ulteriore specificità alle nostre capacità. La Post-produzione è un ambito vario mentre gli effetti speciali sono qualcosa di specifico, ci siamo resi conto che in presenza di progetti di un certo livello, le case di produzione italiane tendono a rivolgersi all’estero, anche se credo che anche in Italia abbiamo grandi potenzialità .
Nasce così il progetto The Basement, che si aggiunge a Rumblefish e consiste in una sorta di cappello sotto al quale si trovano una serie di talenti che hanno maturato un’esperienza in diversi settori a livello internazionale. Infatti fanno parte del progetto talenti italiani che lavorano e sono cresciuti in post-produzioni straniere. L’intenzione è quella di dare un segnale al mercato chiedendo il perché ci si rivolga all’estero dove operano perlopiù i professionisti italiani che collaborano con aziende straniere. Vogliamo creare un gruppo di persone, un’agenzia di talenti , in modo che si possano creare gruppi di lavoro a seconda delle caratteristiche del progetto da realizzare. Il rapporto instaurato è dinamico in quanto i professionisti coinvolti nel progetto The Basement non sono nostri dipendenti, bensì persone disponibili a collaborare al progetto. Il primo esempio tangibile e concreto di ciò che vogliamo andare a creare è il nuovo spot Reactine.

Ci parli di questo progetto...
(Massimo Germoglio) L’idea è nata soprattutto grazie alla volontà della casa di produzione e del regista: la Mercurio SPQR di Roma tramite Enrico Grassi, il produttore, e Max Rocchetti, regista interno alla casa di produzione, i quali hanno creduto al progetto e con fiducia hanno deciso di collaborare con noi. Il nostro compito è stato molto complesso. Il prodotto in questione è un antiallergico e l’idea dell’agenzia, la J. Walter Thompson di Roma, prevedeva la scena di un ranger che assiste a qualcosa di inverosimile: un ghepardo che inizialmente sfreccia solitario, poi successivamente inseguito e braccato da un ippopotamo che lo rincorre e alla fine lo raggiunge. Abbiamo creato un ippopotamo fotorealistico, con tutte le difficoltà del caso, che si integrasse ovviamente in uno scenario reale, girato dal vivo, e con altri personaggi quali appunto il ranger e il ghepardo. È sorta tutta una serie di problemi che siamo riusciti a risolvere in maniera molto brillante a mio modo di vedere. È stato creato inizialmente lo scheletro dell’animale, che ci ha permesso di riprodurre i suoi movimenti. Successivamente abbiamo poi creato un modello che è stato texturizzato ed illuminato grazie ad un technical director che ha supervisionato le luci. Sono intervenuti alcuni animatori che hanno animato la creatura e infine i compositor hanno compositato la parte finale. Il passo successivo è stato quello di creare i vari particle: le polveri sollevate nella corsa, create in 3d, agli elementi di erba per contestualizzare l’intera scena. Mi sono trovato di fronte ad aspetti talmente sofisticati da rappresentare un’esperienza importante dalla quale ho imparato parecchio. Ho compreso il perché esistano aziende che in questo campo hanno costruito la loro esperienza nel corso di anni. Non è assolutamente scontato che una casa di post-produzione sia in grado di spingersi così oltre e in Italia credo che non esistano precedenti a riguardo. È stato un lavoro molto lungo che ha impegnato dodici persone per un periodo di circa due mesi.
L’agenzia e il cliente sono rimasti molto contenti. La casa di produzione ha apprezzato molto il nostro lavoro. È stato fondamentale l’apporto del regista, che proviene da un’esperienza molto importante a Los Angeles e in alcune Post-produzioni inglesi grazie alle quali ha maturato grande esperienza .
Abbiamo messo il primo mattone verso una direzione irreversibile, ovvero la creazione in Italia di un gruppo in grado di contrapporsi alle più rinomate strutture straniere. È stato fondamentale rompere il ghiaccio collaborando con una casa di produzione importante, e speriamo sia il primo capitolo di una lunga serie. Me lo auguro non solo per noi ma per tutto il nostro settore che ha molto bisogno di novità e di nuova linfa vitale per poter uscire dalla routine produttiva degli ultimi tempi, a causa della quale ci lasciamo alle spalle un anno non del tutto buono che ha visto spesso riproposte le stesse produzioni. Vogliamo dare un segnale per dare nuova energia al settore e abbiamo dimostrato che è possibile produrre nuove idee, anche con ottimi risultati. Speriamo di proseguire nella nostra crescita, lo spot Reactine è stato solo un punto di partenza, un progetto importante che ha messo in risalto i nostri pregi e i nostri difetti. La crescita che ci aspettiamo ora sarà dovuta ad una continuità di lavoro, e fortunatamente abbiamo progetti che prenderanno forma a breve e ci consentiranno di continuare a produrre per creare un gruppo solido, stabile, che possa essere impiegato con continuità, senza rinunciare comunque a quella flessibilità che ci permette di avvalerci di determinati talenti a seconda del progetti che ci troviamo davanti.

Che legame avete riscontrato tra creatività e tecnologia?
(Massimo Germoglio) La tecnologia può aiutare la creatività realizzando idee che fino a ieri erano impensabili e inattuabili. Se solo si pensa ad un ippopotamo che insegue un ghepardo, dieci anni fa era una cosa possibile solo per i cartoni animati. Oggi si stanno abbattendo tutte le barriere, lo scenario internazionale e nazionale si sta arricchendo di idee creative rese possibili da questo tipo di connubio di tecniche sempre più sofisticate. Oggi le agenzie sono sempre più stimolate a trovare idee da proporre perché sono a conoscenza del fatto che la tecnologia si muove a loro favore. Il bello del nostro lavoro è quello di lanciare un guanto di sfida in determinate situazioni, perchè da anni oramai si producono film, documentari, spot, ma l’obiettivo è sempre quello di alzare il livello. Questo passa attraverso tempo, esperienza e investimento economico. Noi chiediamo al mercato di crederci. Un anno fa sembrava un’utopia, oggi abbiamo un esempio concreto di ciò che possiamo ottenere.

Come è avvenuto il passaggio dalla post-produzione video a quella per le campagne stampa?
(Flavia Messina) Ci si è resi conto che la grafica 2D e la fotografia non erano più sufficienti. La tecnologia 3D permette di allargare gli orizzonti, lavora in altissima risoluzione e dà l’impressione di tridimensionalità e l’immagine non risulta più piatta ma molto dinamica. La cura dei particolari è facilitata nell’utilizzo dei 3D, con integrazioni, luci, prospettive. Anche la creatività è agevolata e persino i fotografi in prima persona ci stanno contattando per risolvere eventuali problemi o apportare modifiche per rendere le immagini più all’avanguardia, cosa che con la foto è possibile. Abbiamo collaborato alle campagne per Honda, e per Reactine oltre che al video abbiamo realizzato la campagna stampa in alta risoluzione con un risultato molto naturale, che non storpia la realtà, ma impossibile da ricreare con una foto. Abbiamo ricreato tutti i particolari in 3D senza ricorrere a foto o immagini di repertorio. Il cliente è sempre gratificato e ha un doppio interesse poiché ad esempio nel caso del progetto Subaru siamo partiti dalla campagna stampa, ma una volta creati gli elementi 3D avremmo potuto creare anche un minispot; nel caso di Reactine invece il contrario, dagli elementi del film è nata anche la campagna stampa.. Ultimamente ci contattano anche agenzie per realizzare animazioni per importanti aziende che si occupano di internet e web. È un fenomeno che si sta allargando e si tratta di progetti che nascono uno dall’altro.

La tecnologia può aiutare lo sviluppo dei nuovi canali propri dell’Advertising?
(Massimo Germoglio) Questa è una chiara conseguenza di quello che è il nostro lavoro, noi ci troviamo a monte del processo. Oggi è possibile comunicare con una facilità tale che il produttore del nostro filmato, ha potuto mostrare a collaboratori e conoscenti a distanza il risultato finale appena terminati gli ultimi ritocchi. È avvenuto un abbassamento delle barriere che facilita la circolazione delle informazioni multimediali. Credo che la pubblicità sui telefoni cellulari abbia molte possibilità di successo poiché ha varie alternative d’espressione e gioca sui tempi stretti. L’intero metodo per comunicare è cambiato, con una tale flessibilità e rapidità di dialogo che accresce la tua potenza produttiva tenendoti in continuo contatto con i tuoi collaboratori. Se non fosse così, senza velocità di dialogo e feedback continuo, i progetti sarebbe più difficili da gestire.

Siete stati premiati per alcuni filmati istituzionali: Indesit, Bormioli...
(Flavia Messina) Noi non offriamo solamente post-produzione tradizionale, lavoriamo in maniera artigianale. In questo caso si tratta di due filmati istituzionali creati per fiere e convention. Il nostro modus operandi offre un grande apporto creativo: l’agenzia arriva con una propria idea e noi la sviluppiamo facendo da consulenti, con test, prove. Scioltesse ad esempio è stata una campagna nata e sviluppata tutta da noi; avevamo poco materiale ma abbiamo comunque confezionato un buon lavoro sviluppando idee creative che solo professionisti provenienti da illustrazione, disegno e altri campi artistici avrebbero potuto applicare alla tecnologia, divertendosi e traducendo la loro creatività.

Cosa pensa della formazione dei professionisti del nostro settore?
(Flavia Messina) Nel nostro Paese è difficile trovare persone all’altezza, il mercato è piuttosto statico. La formazione in Italia non è di buon livello e infatti le personalità importanti si formano all’estero acquisendo un bagaglio tecnico di tutto rispetto. I giovani professionisti oggi non hanno la confidenza necessaria con gli strumenti che devono utilizzare. Questo accade perchè non esistono strutture adeguate per preparare i professionisti al settore. È nata così la nostra idea per provare a sperimentare e crescere e soprattutto per invogliare il mercato ad investire in Italia e non più solo all’estero.

Un augurio al mondo della comunicazione, per concludere...
(Massimo Germoglio) Mi auguro che il contesto nel quale operiamo oggi migliori insieme all’aspetto economico-finanziario e produttivo, senza il quale la pubblicità non può funzionare a dovere. Nello specifico ci auguriamo di proseguire su questa strada di innovazione per poter essere qui fra un anno a raccontare qualcosa di nuovo. Speriamo in una crescita costante e in una continuità che non dipende solo da noi, chiaramente, ma da un mercato che speriamo ci possa offrire maggiori possibilità di investimento. Da parte nostra ci sarà come sempre l’impegno reale per continuare a investire tempo e denaro per la ricerca.

(Flavia Messina) Auspico che il lavoro delle case di post-produzione sia rivalutato in Italia e che le persone si possano formare nel nostro paese per vedere nascere finalmente strutture più affidabili e persone più competenti.

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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