ENTRARICERCA

Andrea Cappellini
Creative Director L.O.G.

Senza titolo

Come è cambiata la comunicazione?

L’anima della comunicazione è quella di sempre, fin dalle sue origini. Non c’è alcuna differenza fra il tam-tam della giungla, il segnale di fumo della tribù indiana, lo spot televisivo ed il banner in Flash. Sono tutti messaggi creativi e appariscenti nello stesso tempo, in grado di attrarre l’attenzione del destinatario. Tutti segnalano una presenza o evidenziano un fatto (anche se, nella fattispecie della comunicazione pubblicitaria, è evidente che l’informazione in sé non è il fine ultimo, ma un mezzo per la promozione di un prodotto). E lo fanno in modo sintetico ed essenziale, attraverso l’uso di un codice.
E’ dunque questo codice a subire le maggiori variazioni, a seconda delle epoche e dei mezzi tecnologici che una determinata era riesce ad esprimere. Da questo punto di vista, i fenomeni più interessanti restano quelli legati alla Rete e, quindi, all’era del globalismo. Non fosse altro perché è un medium comunicativo ancora relativamente nuovo, che ha da poco terminato la fase di rodaggio e che si sta avviando verso l’esplorazione di tutte le potenzialità.
E proprio perché immersi nell’era globale, contenuti, temi e valori viaggiano sul doppio binario del localismo lanciato verso il mondo e, viceversa, del mondo immerso nel locale.
Mezzi e strumenti di oggi sono diversi, rispetto al passato. Soprattutto, vertono sempre più verso la creazione di prodotti interattivi. Dal segnale digitale televisivo al sito web più avanzato, si punta sempre più alla comunicazione bi-direzionale. L’utente finale non è più passivo, ma interagisce con il media. E questo, indubbiamente, ci porta a dover studiare nuove forme di comunicazione.

E per quanto riguarda Internet in particolare?

Come dicevo prima, Internet è un mezzo che ha da poco terminato la fase di assestamento. I questi anni molte realtà sono nate e cresciute, mentre altre si sono perse per strada. E’ fisiologico, in ogni settore dell’economia. Ora, dunque, si va verso il consolidamento, viaggiando a vele spiegate verso l’evoluzione.
Ma dove porterà questa evoluzione è difficile dirlo con certezza. Anche perché la Rete è un mezzo di comunicazione di massa profondamente diverso da tutti gli altri. Raggiunge il mondo in pochi istanti, non ha limiti e, soprattutto, tornando al discorso dell’interattività, consente una presa diretta e attiva con il pubblico, comunica con esso e risente particolarmente dei suoi schemi culturali, della sua opinione, persino del suo modo di esprimersi.
Da questo punto di vista, quindi, il progresso è continuo, persino quotidiano: non vi sono momenti di ripiego e di riflessione: è un mondo troppo dinamico, sarebbe impossibile. Ma il grande fascino di questo mezzo, ed il motivo stesso per cui ne abbiamo fatto in L.O.G. motivo di lavoro, è proprio la possibilità da parte di ogni individuo di apportare liberamente il proprio contributo creativo. In questo mondo le idee viaggiano a mille a l’ora, si fondono, e nascono nuove forme di comunicazione. Se questi sono i termini, è facile dire che, qualunque sia il futuro della Rete, sarà comunque grande.

Che senso ha oggi il termine ‘creatività’? che cosa è cambiato rispetto al passato?

Se parliamo in termini di estro, fantasia, capacità di produrre partendo da un’idea, allora il termine “creatività” continua ad avere lo stesso significato che aveva per i Greci la parola póiìsis. Perché la creatività è connaturata all’uomo, è quel plus che lo contraddistingue da tutti gli altri esseri viventi. Anche in questo caso, dunque, il discorso è da vedere a mio giudizio più in termini di evoluzione dei mezzi e degli indirizzi, sempre più commerciali.
Al giorno d’oggi le sfide, per un creativo, non finiscono mai: deve dibattersi fra nuove forme di comunicazione e nuove esigenze di mercato, e non solo per intuire e rappresentare i gusti e le mode, ma anche perché a volte è necessario andare un passo oltre, riuscendo, cioè, ad anticipare le tendenze, per creare un proprio stile. Per questo motivo non bisogna mai smettere di guardarsi intorno, di osservare il mondo nelle sue continue evoluzioni, di posare gli occhi su tutto ciò che ci circonda.
Gli occhi e la mente: ecco quali sono secondo me i due elementi fondamentali, imprescindibili l’uno dall’altro, capaci di infondere allo stesso tempo un tocco di fantasia e di razionalità ad un’idea. Con tutte le nuove forme di comunicazione esistenti - molte delle quali spesso sconfinano nel mondo artistico - il lavoro del creativo corre oggi il rischio di risultare fine a se stesso. Quindi, specie nell’ambito dello sviluppo di un progetto, non sempre risulta efficace la soluzione che ad un primo sguardo sembri più attraente, perché a volte si eccede in astrazione. La soluzione giusta, invece, deve essere un mix equilibrato fra espressività astratta e messaggio comunicativo concreto.

Parliamo del sito My Time: è stato un lavoro diffiicle?

Di semplice non c’è mai nulla, specie di fronte ad un cliente che ha esigenza di lanciare in Rete un sito web decisamente al di fuori di ogni schema. E in effetti, My Time ha una sua anima, uno spirito che lo contraddistingue: è un brand che si rivolge ad un target femminile giovane e dinamico. Ed il nostro compito era proprio di riuscire a creare delle pagine on-line che sapessero interpretare la grande vitalità del marchio, puntando sull’impatto visivo. Per rievocare questo spirito abbiamo potuto attingere dal catalogo My Time. Attraverso le loro immagini, abbiamo potuto ricostruire le atmosfere adatte, in grado di esaltare il messaggio che il brand stesso voleva esprimere.
Lavorare per un cliente importante come Miroglio è stato uno stimolo in più per arrivare a soluzioni accattivanti e maturare nuove esperienze. Ed il risultato è indubbiamente positivo.

Quali sono i suoi punti di forza di questo sito? ha degli aspetti che considerate particolarmente innovativi?

‘My Time’ ha nella struttura grafica una forte personalità, che trova spunto nella sua specificità e quindi non crediamo che possa essere paragonato ad altri siti:’My Time’ è ‘My Time’. Ovvero un ‘atelier virtuale’, più che un sito web, così come comunemente viene inteso.
L’idea portante che volevamo comunicare al pubblico era proprio questa: la possibilità di navigare all’interno di una boutique di moda, riviverne le atmosfere, quasi sentendo addosso i capi, di partecipare alla sfilata come parte del pubblico seduto ai bordi della passerella, in un’atmosfera coinvolgente, dove le modelle sfilano davanti agli occhi attenti degli spettatori. Far rivivere un’emozione così intensa non è semplice, ed anche per questo abbiamo deciso di ricreare un sottofondo musicale d’accompagnamento, una sonorità soft che sprigionasse un’atmosfera di mistero.
E in questo modo, unendo grafica in Flash e musica agli splendidi abiti di My Time, abbiamo celebrato con piacere il matrimonio fra “Web & Fashion”, una cerimonia gradita anche al cliente.

Dove, in questo lavoro, vi è stato un maggiore valore aggiunto in termini di creatività?

Riguardo all’uso della creatività, abbiamo il dovere di ringraziare il cliente, che non ci ha mai posto all’interno di una gabbia. Ci ha lasciato ampia libertà d’interpretazione, senza imporci nulla, ma lavorando sinergicamente, dialogando, arrivando al confronto, trasferendoci la filosofia e lo spirito del brand, dando consigli. In questo modo abbiamo potuto fondere la loro visione con la nostra ed arrivare ad una felice combinazione.
Nel sito emerge in pieno lo spirito My Time, grazie allo stile grafico e creativo di L.O.G., ma anche grazie a importanti contributi giunti dall’esterno, come il catalogo cartaceo, le cui immagini sono state la nostra fonte d’ispirazione primaria.

Parliamo di L.O.G...

L.O.G. è digital agency moderna e flessibile, che basa le proprie strategie sulla convergenza fra nuovi media e canali comunicativi classici. Vediamo la comunicazione come “un sapere da mettere in comune” con il cliente, così come suggerisce il significato più profondo del termine. Il nostro scopo è di sviluppare ogni progetto giungendo a soluzioni ad alto valore creativo e tecnologico.
La peculiarità? Non fermarci ad un singolo settore, ma cercare di abbracciare ogni richiesta a 360 gradi, perché il mercato oggi richiede diversificazione e competenza in più materie. A tal proposito, abbiamo creato quattro divisioni, al nostro interno: ci occupiamo così di Marketing e Project Management, Creativity e Content, IT & System Integration, Multimedia e Sound Engineering. Non lasciamo nulla al caso. Ed abbiamo un motto che ci distingue: andare “alle radici delle idee”.

Come definirebbe questa fase della vostra storia?

L.O.G. sta crescendo, e anche piuttosto in fretta. Non siamo più i ragazzi del 2002, oggi le nostre basi sono più solide, abbiamo consolidato alcuni rapporti con clienti importanti, ne stiamo costruendo di nuovi. Ci avvaliamo anche di partnership di rilievo, grazie alle quali sperimentare nuove forme di agire e comunicare, rivolgendoci a tutte quelle realtà che desiderino sia dare un’impronta nuova alla propria immagine sotto il profilo grafico e dei contenuti, usando le tecnologie più avanzate, sia migliorare i processi di automazione interni, attraverso software gestionali.
Log, infatti, opera a tutto campo nel settore digitale, utilizzando, all’occorrenza, anche più mezzi di comunicazione nell’ambito di un’unica campagna, per renderla più efficace. Proprio per questo motivo, al nostro interno abbiamo tre divisioni, che potremmo definire le nostre anime. Operiamo nel “Fashion”, ricreando ambienti virtuali, video, siti in Flash e presentazioni digitali. Ci muoviamo sul terreno dell’“Entertainment”, sviluppando giochi, concorsi ed eventi on-line e prodotti multimediali. Siamo presenti nel campo della “System Integration”, con software gestionali per newsletter e reportistica, CMS, CRM e soluzioni per l’e-commerce.

Quali sono i vostri progetti, immediati e lontani?

La crescita di L.O.G. va di pari passo con l’evoluzione del mercato. Ed è proprio questo l’incentivo che ci spinge, giorno per giorno, ad accettare con grande passione la sfida tecnologica, confrontandoci con il mondo intorno a noi e studiando sempre nuove soluzioni, per essere aperti ad ogni esigenza.
Stiamo quindi espandendo il nostro raggio d’azione, andando sempre più verso la multimedialità, la creazione di applicazioni con un alto grado di interattività e lo sviluppo di software gestionali, utili alle aziende per automatizzare e facilitare i processi interni.

Concludiamo con un augurio al mondo della comunicazione...

L’augurio è che il mondo della comunicazione possa occupare sempre più un ruolo da protagonista nell’economia. Qualsiasi sia il settore professionale di riferimento, non si può fare a meno della comunicazione. Negli scenari competitivi attuali, curare la propria immagine è il primo aspetto. Noi del settore dobbiamo quindi assolvere a questo impegno, ma cercando di perseguire sempre un’etica di base, basata sul rispetto del consumatore.

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8 agosto 2019
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