ENTRARICERCA

Marco Gallo
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Marco Gallo
Creative Director & Co-founder Curve Creative Studio

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Mediamente, quando una cosa è grande è perché in passato è stata piccola. Fa parte dell’evoluzione naturale. Come dice Darwin, non sono gli individui più forti a sopravvivere, ma quelli che meglio si adattano all’ambiente circostante. Lo stesso vale ora: stiamo vivendo un periodo di continua trasformazione, ma grazie alle tecnologie disponibili lavoriamo in maniera più efficace che mai. Si tratta solo di capire quali siano le novità migliori per il proprio settore lavorativo e come sfruttarle al meglio. In generale cambiano i business model, ma la produttività aumenta: ciò permetterà alle compagnie intelligenti di rimanere competitive e a quelle nuove, le start-up, di mettersi subito in evidenza.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Anche qui, entrano in gioco i concetti di sopravvivenza e di adattamento alle condizioni ambientali: la riduzione del budget da parte delle grandi aziende è una conseguenza dell’evoluzione del marketing. “Voglio di più spendendo di meno”. Il punto è proprio questo. Chi riesce ad adattarsi sopravvive, chi non si adegua viene tagliato fuori. L’attenzione dovrebbe sempre essere rivolta al risultato finale, ma spesso ci si concentra di più su cosa non bisogna fare e su quali barriere non bisogna superare (ad esempio, sul piano dei costi ). La bravura di un’agenzia creativa sta nel realizzare qualcosa che soddisfi gusti ed esigenze del cliente rendendo straordinario, nel miglior modo e nel minor tempo possibile, ciò che è ordinario.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Il marketing one-to-one è tanto semplice da spiegare quanto difficile da attuare, soprattutto da parte delle medie e grandi imprese dell’era pre-social network. L’idea su cui si basa è molto buona: trattare ogni singolo cliente in maniera differente, così da avere una clientela soddisfatta, fedele e redditizia. Oggi, ciò che fa la differenza nella comunicazione si può riassumere in una parola: interazione. Il consumatore finale ha bisogno di attenzioni, vuole poter comunicare ed esprimere il proprio pensiero, vuole far parte di un gruppo o, semplicemente, avere voce in capitolo. Tutto questo è raggiungibile tramite campagne targettizzate, con cui piccole, medie e grandi imprese, utilizzando “call to actions” mirate e aggressive, possono ottenere risultati sorprendenti massimizzando al tempo stesso tempi e costi.

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8 agosto 2019
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