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Andrea Ciarla
Executive Producer e Amministratore Delegato New Partners

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Andrea Ciarla – Executive Producer e Amministratore Delegato New Partners

Parliamo della comunicazione pubblicitaria, in particolare nel settore automobilistico...

La pubblicità è in continua evoluzione. Periodicamente si ripropongono certe forme e stili di comunicazione: personalmente credo che si dovrebbe puntare sullo humour e sull’ironia per divertire lo spettatore. Credo che oramai il mercato sia saturo di spot con immagini di food patinate o di splendide fotografie di auto.

Il mondo di comunicazione delle case automobilistiche è sicuramente molto variegato. Ogni marca ha un suo modo specifico di comunicare: ci sono brand come Volkswagen, che puntano sull’ironia, su delle storie con idee creative semplici, ma efficaci. Personalmente credo che sia il linguaggio corretto per intrigare lo spettatore. Anche nel caso specifico dello spot Audi Quattro che abbiamo prodotto, l’idea creativa è semplice ma diretta e sicuramente stupisce l’utente.

Che cosa caratterizza la creatività oggi?

Credo che il lavoro del creativo sia, oggi come oggi, molto complesso, perché deve confrontarsi con logichedi marketing internazionali che non sempre sono adeguate a tutti i paesi.
Non è un caso infatti che gli spot che vengono maggiormente premiati siano quelli prodotti per clienti di minori dimensioni, con i quali non ci sono troppi vincoli.
Credo comunque non si debba dimenticare che la pubblicità è finalizzata al successo commerciale del prodotto: gli spot prodotti esclusivamente per le showreel o per i festival non hanno senso. E’ molto più difficile vincere un premio con uno spot per un prodotto di largo consumo che non per una piccola azienda.

Parliamo in particolare della campagna Audi....

La campagna Audi ‘Quattro Pinguini’ è nata da un’idea molto semplice, quanto complessa dal punto di vista produttivo. Anche in un paesaggio impervio come l’Antartide ci sono strisce pedonali perché possono transitare le Audi Quattro: e infatti i pinguini diligentemente si fermano e guardano sia a destra che a sinistra prima di attraversare le strisce stesse.
Il solo modo per realizzare una campagna efficace era quello di lavorare con dei veri pinguini altrimenti, se avessimo utilizzato degli animatronic o li avessimo realizzati artificialmente, poteva esserci il rischio che lo spot risultasse finto e quindi nessuno ci avrebbe creduto.

Quindi è stata una produzione difficile?

E’ stata una produzione molto complessa ed impegnativa dal punto di vista realizzativo: abbiamo lavorato con una coppia di registi francesi, gli Zoo, mentre lo shooting è stato realizzato in Argentina. E’ stata una lunga ricerca, infatti le problematiche maggiori sono nate dalla reperibilità dei pinguini: alla fine di questo scouting internazionale, abbiamo trovato i pinguini in uno zoo di Mar del Plata.
Abbiamo girato tutti i backgroung su un ghiacciaio in Patagonia, al confine con il Cile, con tutte le difficoltà che si possono immaginare nel dover girare in alta quota: ad esempio, abbiamo raggiunto il campo base in elicottero nell’unica area dove ci era permesso l’atterraggio, perché la zona è una riserva naturale. La location è stata poi raggiunta dopo un’ora di marcia con tutto il materiale tecnico caricato sulle slitte.
Abbiamo ricreato poi nello zoo di Mar del Plata una sorta di teatro ricoperto di sale e materiale vario per far camminare i pinguini. E’ stato molto importante anche il training degli animali, per quanto possibile: un trainer ha lavorato per due settimane per cercare di capire come poter dirigere le azioni dei pinguini ed alla fine la chiave di volta è stata la registrazione e la riproduzione sonora dei loro versi.
Abbiamo girato molto materiale con due macchine da presa, ed è stato arduo il lavoro del montatore che ha dovuto cogliere i momenti migliori per raccontare la storia. La fase finale è stata il lungo compositing dei background con le scene dei pinguini.

Quali sono stati i vostri contributi salienti dal punto di vista creativo?

E’ stato un gran lavoro di squadra tra agenzia, regia e casa di produzione.
La storia in sé è semplice ma dovevamo ottenere un risultato realistico, per cui sono nate le difficoltà produttive. Tutte le figure professionali coinvolte sono state fondamentali per il successo della campagna: in tutta onestà devo dire che mai come in questo caso ho visto un team così unito per raggiungere il risultato, per cui vorrei ringraziare i registi, la coppia creativa e ed il service, con i quali abbiamo condiviso anche l’esperienza di trascorrere una notte in tenda sul ghiacciaio perché un’improvvisa bufera di neve non ha permesso all’elicottero di venire a riprenderci.
Un ringraziamento infine all’agenzia Verba ed a Autogerma – Audi che hanno creduto in noi e ci hanno dato l’opportunità di produrre questo spot.

Concludiamo con una presentazione di New Partners...

La filosofia della nostra casa di produzione è quella di essere dei partner creativi delle agenzie e dei clienti. Credo che la collaborazione tra una casa di produzione e l’agenzia sia fondamentale per il successo di una campagna: noi siamo l’anello finale di un lungo processo che va dalla strategia alla creatività, dobbiamo quindi dare tutto il nostro supporto ed esperienza produttiva all’agenzia ed al cliente.
La prima fase del nostro lavoro è la scelta del regista: qui la nostra filosofia è da sempre quella di concentrare molte energie sullo scouting del talento migliore per ogni singola campagna. Il regista è la figura che può far cambiare faccia ad un film e deve essere affiancato da una casa di produzione che con la sua esperienza lo supporti in tutto il processo produttivo.

Che cosa caratterizza oggi il vostro settore?

Il mercato della produzione è sempre più internazionale. A volte ci scontriamo con la difficoltà nel fare capire ai nostri partner il modus operandi delle case di produzione in Italia. Riusciamo a superare questi ostacoli con la credibilità che abbiamo acquisito con gli anni di lavoro da quando siamo presenti sul mercato.
Quanto alle nuove tecnologie, dovrebbero aiutarci a lavorare meglio ma purtroppo molte volte sono un supporto per lavorare più velocemente, visto che i tempi di produzione sono sempre più serrati

Che cosa augurerebbe al mondo della comunicazione?

Di avere più coraggio nell’intraprendere nuove strade, che possono sicuramente essere più rischiose, ma potrebbero dare risultati più soddisfacenti.

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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