ENTRARICERCA

Michele Goettsche
Emotional Branding: i cinque sensi
Oggi la sfida per il brand è provocare emozioni in ognuno di noi con un coinvolgimento a 360 gradi

Michele Gottsche

Michele Gottsche
Founder e Direttore Creativo Gottsche.

Quanto è importante valorizzare le nostre sensibilità per essere ricordati? Come sviluppare il sesto senso, la scintilla che accende le passioni e attira gli interessi in comunicazione? Il fattore umano in comunicazione dove può portarci?

La campagna Despar “Il mio Dubai è qui” si è aggiudicata il primo premio Mediastars per quanto riguarda la Tecnica Audiovisiva e una seconda prestigiosa Stella nella Categoria Filmati Etico Sociali. Il film è una vera e propria opera cinematografica, dalla resa intima e universale trasmessa dalla regista Laura Chiossone attraverso una recitazione di altissimo livello. Lo script, uscito dalla mano di Michele Goettsche, inserisce i valori del brand in una storia che racconta la forza e la debolezza, il futuro e le speranze del nostro paese: uno spot che ha il potere di commuovere.

Non è un caso se “Il mio Dubai è qui” si è aggiudicato il primo premio nella categoria “Branded Entertainement” al Cortinametraggio, prestigiosa rassegna di corti che spaziano dall’arte visiva al videoclip musicale.

C’è stata da subito una grande intesa con la regista, Laura Chiossone. Le abbiamo presentato la musica e lo script, e abbiamo capito che avremmo potuto realizzare un progetto importante. Ci siamo trovati: una donna ha una maggiore sensibilità nel comprendere la particolarità del rapporto padre-figlio: Laura ha guidato alla perfezione il team di attori, li ha preparati a dovere, li ha messi nelle migliori condizioni per recitare. Trovo magnifica la resa della figura del padre, come trovo fantastici i tempi dello spot, i silenzi.

Uno spot di 6 minuti: per qualcuno potrebbe essere un limite, o un problema. Grazie ai nuovi mezzi digitali, come i social network o YouTube, uno spot può essere di qualsiasi lunghezza: un film interessante e ricco di valori viene visto per 2, 4, anche 6 minuti. Magari anche di più. Poi lo spot è stato ridotto anche a 90 o 30 secondi, funzionando comunque. Merito della regia di qualità e dell’idea: può essere dilatata o compressa, ma il messaggio continua a suscitare determinate emozioni.

Ovviamente tutto questo è stato possibile grazie al cliente, che è stato felice uscire dal solito mondo pubblicitario che ha stufato. Il cliente è molto attento alla comunità e alla popolazione locale, dagli architetti che progettano il supermercato e ai carpentieri che lo costruiscono, arrivando ovviamente ai fornitori di prodotti locali , i sapori artigianali che arrivano alla grande distribuzione. . Il suo messaggio è: io sono del luogo. Il film esalta il territorio, tocca la tematica dei giovani che sono costretti a fuggire all’estero,. E’ il secondo progetto che facciamo su questo tema, l’anno prima era uno storytelling emozionale per trasmettere il concetto di comunità dello star insieme e non lasciare da parte nessuno. Una signora anziana, che vive i un suo mondo dove per lei il suo marito è ancora con lei. Ho visto manager piangere alla presentazione del film.

Io mi emoziono molto scrivendo, lasciandomi ispirare dalla musica, magari classica. Ero bravo a disegnare, quindi dopo la scuola d’arte ad Amburgo ho iniziato a lavorare come art director, solo dopo ho scoperto le parole e le parole che elevano l’immagine , tipo:”Non avrai altro jeans all’infuori di me”. Firmato Jesus. L’immagine? Un jeans aperto sul pube. Oggi sono convinto che le parole lavorano più in profondità e si fissano nella memoria e siano il sale di qualsiasi immagine, difficile dimenticarli .

Per me scrivere è molto più emozionante che disegnare! Scrivo in tedesco, in italiano, in inglese… le mischio! Dobbiamo uscire dalla lingua delle circostanze, lasciare uscire i veri pensieri, parlare umano: quando trovi il linguaggio giusto hai la sensazione di entrare in sintonia con chi ti legge, con il pubblico. Ad esempio, mi era stata proposta una cosa da niente, modificare le parole “Il mio Dubai è qui ” in “La mia Dubai è qui ”. Non accettai perché il messaggio non è riferito a una città , ad un luogo fisico, ma ad un luogo astratto, un sogno, un progetto , il tuo futuro che sembra a molti irraggiungibile , ma non lo è.

Scrivere è ricordare. Penso al film di Edeka in cui un anziano signore finge la sua stessa morte per riunire i figli a Natale sotto lo stesso tetto, o al famoso spot di Sainsbury che richiama la famosa tregua natalizia nel 1914 durante la prima guerra mondiale, mostrando soldati, padri di famiglia, giovani, studiosi, artisti, contadini e il loro vero animo : che unisce i nemici in trincea. Questo voglio metterei nei miei script.

Mediastars 22

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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