ENTRARICERCA

Fulvio Ottaviano Cinel
Ammministratore Delegato Oot

Senza titolo

Fulvio Ottaviano Cinel Amministratore Delegato Oot

Esiste un “modello di comunicazione” in grado di controllare la Brand Experience?
Recentemente la vostra agenzia è entrata a fare parte di un grande gruppo internazionale…

Oot è recentemente entrata a far parte del gruppo Wpp. E’ stata una scelta strategica che ci ha dato la possibilità di confrontarsi con importanti realtà nazionali e internazionali, permettendoci di avere così una visione più globale e un’expertise diversa sui nuovi mercati. Inoltre abbiamo un feeling particolare con l’agenzia Grey, dettato probabilmente dalla stesso approccio al mondo della comunicazione, sempre attuato con estrema professionalità. Con Grey ultimamente abbiamo seguito diversi progetti e siamo diventati così partner privilegiati. Anche alla luce di questa esperienza non credo che possa esistere un vero modello applicabile per tutti gli attori del settore della comunicazione, facendo una parafrasi vorrei dire che si hanno a disposizione gli stessi ingredienti, molto simili tra loro, ma penso che sia necessario saperli mescolare nelle giuste proporzioni a seconda della tipologia del prodotto o marchio da promuovere.

Come muterà la strategia delle grandi marche per comunicare al mercato l’innovazione dei propri prodotti o servizi? Potranno le grandi marche sopravvivere ai nuovi mercati?

Spesso, ho avvertito la volontà dei nostri clienti di utilizzare una comunicazione a 360°, adoperando tutti gli strumenti di comunicazione, utilizzando Internet ad esempio non solo per i siti web, ma per campagne media che approdino online.
Per il progetto Calligaris ad esempio, abbiamo vissuto un’esperienza molto interessante. Si trattava di comunicare l’apertura di un nuovo flagship store, per la promozione del quale siamo intervenuti con una comunicazione multicanale che è partita dalla creazione di un minisito e ha visto anche la produzione di molto altro, ad esempio un tram brandizzato. Per la promozione nella zona centrale milanese dove si trova il negozio infatti, abbiamo distribuito particolari card nei locali più trendy, parallelamente ad altre attività di Below the Line, come attività virali e di guerrilla. Per un altro cliente importante, Allianz, è stato necessario chiarire il posizionamento dopo la fusione con il gruppo Ras, proponendo quindi Allianz come brand di riferimento. In questa operazione abbiamo cercato di trasmettere al target la capacità di rinnovarsi del brand, utilizzando principalmente il sito internet, ma adoperando anche altri mezzi complementari.
In ultimo, quest’anno abbiamo realizzato una campagna Volkswagen in collaborazione con Grey, proponendo un particolare concorso per il Motor Show con la possibilità di vincite all’interno dell’evento stesso. Anche in questo caso, abbiamo optato per una campagna banner, un concorso on line ed una partnership con 2Night supportata da attività di promozione nei locali di alcune grandi città.

Da qualche tempo stiamo osservando un certo sviluppo per alcuni settori del mondo della comunicazione. Esistono media che garantiscono un approccio privilegiato all’utente finale?

Oggi si parla sempre più di cross media, di marketing multicanale, in pratica non esiste più differenza tra on-line o off-line, esiste ormai solamente una comunicazione che definisco “All-Line”.
Infatti non è più possibile considerare un approccio di comunicazione che non utilizzi tutti i diversi canali dei media attualmente a disposizione.
Penso che in definitiva internet sia il mezzo più indicato per la comunicazione One-to-One, per tutto ciò che è interazione. Internet è il canale di comunicazione che può offrire un gran numero di informazioni, strumenti e tracciabilità. Parlando dei social media potrei dire che fenomeni come Facebook hanno aperto la mente agli utenti web. Lavorando o giocando online, ognuno di noi si rende conto di quali siano le sue potenzialità. Credo sia necessario però mantenere sempre la giusta misura. Un canale scelto da molte aziende per i propri investimenti come Second Life ad esempio si è rivelato una moda temporanea, un canale scelto per lo più per l’esigenza di utilizzare media alternativi, di sperimentare.
Credo che Oot abbia saputo seguire un approccio diverso non riconoscendosi in strumenti di questo genere. Abbiamo capito che Internet è uno strumento che va gestito nella maniera giusta come tutti gli altri, senza abusarne. In questo campo tutto deve avere una ragione d’essere.

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8 agosto 2019
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