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Roy Lichtenstein Meditations on Art
La mostra alla Triennale di Milano
dal 27 Gennaio al 30 Maggio 2010

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Roy Lichtenstein torna ad esporre in Europa con una grande mostra antologica che per la prima volta fa il punto sulle opere che l’artista pop ha realizzato appropriandosi delle immagini provenienti dalla storia dell’arte moderna. Sono presenti in mostra più di cento opere, tele per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collage e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali.

Oltre ai dipinti, in mostra anche disegni, collage e sculture, che svelano aspetti meno noti della ricerca dell'autore. Più alcuni lavori degli anni Cinquanta, esposti per la prima volta, che mixano eroi e soggetti della storia americana - i pionieri, gli indiani, i cow boy del Far West - con i modi espressivi dell’Astrattismo europeo.

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È l’affascinante lavoro di un’arte postmoderna che “copia” i maestri del passato: in scena lo spettacolo di un’arte “falsificata” ad arte, caratteristica che ha contraddistinto il singolare estro di Roy Lichtenstein, il grande maestro dell’arte contemporanea che ha contribuito alla nascita della Pop Art sulla scena newyorchese, ed è considerato oggi uno dei più originali e significativi protagonisti della pittura americana del secondo Novecento.

orario: Tutti i giorni dalle 10.30 alle 20.30
lunedì chiuso – giovedì 10.30/23.00
biglietti: Intero - 9,00 Euro – Ridotto: 6,50 – 5,50 euro
curatore: Gianni Mercurio

ufficio.stampa@triennale.it
tel. +39 02 72434241/205

Organizzazione evento:
La Triennale di Milano /Alphaomega Art
tel. 0272434208
daria.bellucco@alphaomega.it

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Roy Fox Lichtenstein (New York, 27 ottobre 1923 – New York, 29 settembre 1997) è stato un artista statunitense, tra i più celebri esponenti della Pop Art. La figura di Roy Lichtenstein è legata principalmente alle sue immagini tratte dal mondo dei fumetti: vignette originali ingrandite a dismisura e riproposte sotto formato di fumetto gigante. Al contrario di quanto possa sembrare, le opere di Lichtenstein sono vere e proprie tele dipinte, mentre l'effetto della puntinazione estremamente regolare, tipica della retina tipografica del fumetto, è stato ottenuto per mezzo di una griglia forata. Lichtenstein rappresenta quel filone della Pop Art che non mirava a puntare il dito sull'alienazione dei cittadini, sempre più sopraffatti dal benessere economico degli anni '50/'60 e dalla derivante acquisizione di beni di lusso. Mentre Andy Warhol si concentrava sulla ripetizione ossessiva della stessa immagine e Jasper Johns rifletteva sulla banalità del quotidiano, Lichtenstein si fermava a contemplare quanto una frase, una stanza, una situazione potessero essere semplificate nei colori acrilici del fumetto.

Roy Lichtenstein ha legato la sua creatività geniale ad un’intuizione: quella di isolare immagini tratte da fumetti o illustrazioni pubblicitarie e riprodurle ingigantite con una pittura che evocasse l’effetto della stampa tipografica. Ma quella dell’artista americano non è mera copiatura, ma una riflessione sul fenomeno massificato, tipico dell’epoca del consumismo sfrenato, della riproducibilità dell’opera d’arte.

È famoso per aver rivoluzionato i temi e il linguaggio dell’arte guardando al fumetto, alla pubblicità, alla cultura popolare. Ma tra le fonti d’ispirazione di Roy Lichtenstein – con Andy Warhol, il protagonista più amato della Pop Art americana – c’erano anche Cubismo, Futurismo, Astrattismo e le altre Avanguardie europee del primo Novecento. Modelli “alti” che l’artista newyorkese rivisitava in immagini semplici e immediate, in linea con la sua idea di un’arte alla portata di tutti.

Negli anni Sessanta Lichtenstein rielabora opere dei grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte. Il Laocoonte “poppizzato” in versione technicolor, il Sole che nasce di Pellizza da Volpedo che diventa un fumetto, così come la serie delle Cattedrali di Rouen di Monet, La musa dormiente di Brancusi, o il Cavaliere rosso di Boccioni, tutti capolavori straordinari trasformati utilizzando uno stile tipicamente tipografico. E ancora, le Nature morte con chitarra o il Nudo disteso di Picasso, in cui il linguaggio cubista si tramuta in un’estetica da Pop Art. Una frenesia fumettistica che non risparmia la frutta di Cèzanne, le macchine di Léger, i deliri surrealisti di Dalì, le geometrie di Mondrian, gli oggetti metafisici di Carrà, l’espressionismo astratto di De Kooning.

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Ultimo aggiornamento:
21 maggio 2019
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