ENTRARICERCA

Arianna Ciccarelli
Comunicazione = Informazione, Intrattenimento e Creatività

Senza titolo

Arianna Ciccarelli Art Director & Visual Designer Artdisk

Informazione, intrattenimento e creatività continuano a essere le parole chiave della comunicazione.

Pensa che oggi il target sia più consapevole di quello che desidera e di quello che si può aspettare dai brand?

Secondo una mia personale esperienza e studio, la percezione del comportamento di massa tende a sottolineare che il target in teoria sembra interessato ad un discorso green, così come ad un cambiamento di rotta e ad una modifica delle proprie abitudini consumistiche, ma in realtà rimane molto più soggiogato da altri aspetti, soprattutto perché l’attenzione all’ambiente richiede un particolare sforzo comune e un impegno la cui costanza e coerenza non sono aspetti e ambiti da sottovalutare.

Per cui, anche se il brand è più che attendibile e più che impegnato nel concetto di responsabilità ambientale, l’utente finale sceglie in base a caratteristiche abbastanza soggettive per assecondare il personale concetto di necessità. Da quanto ho potuto notare, il vero richiamo a cui l’utente medio è sensibile risulta essere il messaggio del risparmio o comunque dell’investimento/acquisto finalizzato al risparmio. Suppongo dipenda dal momento di recessione più o meno reale che in verità non tutti sembrano accusare nello stesso modo. E banalmente, infatti, il target che non sceglie con il criterio appena descritto, è disposto a spendere per un prodotto anche più del valore effettivo, fidandosi dell’affidabilità del brand.

Quanto è importante l’informazione del prodotto che acquistiamo? Il concetto di sostenibilità ambientale o sociale può essere d'aiuto alle aziende?

Credo che stiamo vivendo in un momento in cui si fa molta fatica ad avere dei riferimenti effettivi e altrettanta fatica si sta facendo nel distinguere i venditori dai consulenti. Ciò, a mio parere, dipende dal fatto che risulta evidente e schiacciante il senso di edonismo in cui ci aggiriamo: è molto più facile approfittare della singola occasione facile e redditizia, piuttosto che costruire e consolidare una filosofia che metta al primo posto l’etica e la correttezza nel cui percorso si prevedono dei sacrifici.

Di conseguenza, tutto questo compromette il buon esempio, che invece dovrebbe essere il vero insegnamento, invalidandone la forza e smorzandone la spinta che supporterebbe la scelta consapevole e unita del concetto di sostenibilità ambientale, ma anche di senso civico e umano.

Stiamo cercando di evadere dalle nostre abitudini, abbiamo sempre più desiderio di intrattenerci con devices tecnologici portatili. Sarà questa la nuova frontiera della comunicazione?

Al di là di qualsiasi previsione scientifica e calcolo di marketing, e senza basarmi su effettivi risultati matematici, ho la convinzione che l’individuo riceva tanti input da non essere sempre e completamente in grado di distinguerne le qualità, le pericolosità e, in certi casi, anche l’inutilità. E, ancora una volta, sono convinta che questo dipenda dalla mancanza di informazione reale sia sui prodotti, sia sulle potenzialità dei prodotti stessi. E finchè varrà o predominerà la legge dell’occasione su cui approfittare (anche quando viene spacciata per “ecologica”), piuttosto che quella della progettualità finalizzata alle cose “fatte per bene”, non saremo mai autosufficienti e liberi di scegliere ciò che davvero ci serve. La vera rivoluzione e la vera frontiera della comunicazione sarà raggiunta solo quando ogni singolo individuo risponderà responsabilmente del proprio apporto nel sociale: dalla trasparenza e coerenza nello studio di un messaggio pubblicitario, alla consulenza che assecondi l’effettiva natura e necessità di una strategia d’immagine per il cliente. Tutte cose che si mischiano con l’attitudine personale e che, nel piccolo, passano per la cura con cui fare seriamente la raccolta differenziata, alla volontà di scegliere un’auto elettrica per il bene sociale.
I creativi, i pubblicitari, i comunicatori in genere dovrebbero avere l’obbligo morale di essere e sentirsi responsabili dei messaggi che intendono trasmettere al mondo. È un potere di cui non si può abusare.

Crede che le aziende siano portate a fare una scelta fra le diverse strategie di comunicazione oggi disponibili? Quanto conta il grado di integrazione dei media?

Spesso anche le aziende abituate ad investire molto nell’advertising e nei mass media, fanno fatica a distinguere quale strategia di comunicazione sia più consona al proprio settore merceologico o alla tipologia di informazione cui aspirano. Alcune preferiscono investire un po’ su tutto, per non farsi mancare nulla, altre si comportano pensando di ripetere l’equazione o la matrice che ritengono vincenti semplicemente perché in precedenza, avendole seguite, hanno prodotto dei successi. Altre ancora si basano su studi di mercato e di trend.

In realtà non essendoci molta informazione e molta comprensione circa la funzionalità e la fruibilità dei vari mezzi di comunicazione, spesso non si tiene conto della natura di ognuno, sottovalutando l’ambito a cui il mezzo è rivolto, il target per cui è stato pensato e perfino le modalità di utilizzo.

L’integrazione ha senso se si studia una coerenza d’immagine generale declinata per ogni singolo strumento, tenendo presente la relativa tipologia di comunicazione per ciascun media.

La Creatività va d'accordo con gli attuali budget ridotti? Come l'apporto creativo può agevolare la trasmissione del messaggio?

La creatività non ha prezzo, cioè, non è proprio possibile quotarla perché non esistono criteri o matrici matematiche, anche se da sempre cerchiamo di farlo. La creatività è il vero unico strumento propulsivo di qualsiasi messaggio. La tecnica e il budget per realizzarla e renderla effettiva sono importanti e spesso determinanti ma è sempre l’idea a fare la differenza: senza l’idea, il resto non serve a nulla.

L’attuale fase di transizione può ampliare la competitività fra i diversi stili creativi?

Penso che la competitività sia una caratteristica positiva; la creatività segue il contesto e le tendenze culturali assecondando, però, i propri ritmi e le proprie regole. Ma la diversità tra i vari stili creativi è percepibile nella misura in cui uno stile riesce a rendere comprensibile e fruibile un messaggio all’interno del contesto in cui vive e comunica.

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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