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Andrea Polo Responsabile Comunicazione eBay Italia
Le interviste Mediastars XII Edizione

Senza titolo

Andrea Polo
Responsabile Comunicazione eBay Italia

Cosa rappresenta lo spirito di squadra nella vostra organizzazione?

Lo spirito di squadra rappresenta la nostra filosofia, una filosofia tradotta nel metodo di lavoro che adottiamo, sia per il lavoro quotidiano in eBay, sia nel coinvolgimento dei nostri partner. Non ci piace considerare le strutture esterne come fornitori di servizi, preferiamo considerarle parte della nostra squadra, tenendo in considerazione il ruolo di ognuno, con il fine di lavorare tutti insieme sui diversi progetti.

Come è strutturata la vostra organizzazione? Quali sono le regole che osservate?

eBay ha una serie di regole comportamentali e di valori che devono essere condivisi da coloro che desiderano farne parte: questi valori e comportamenti trainano l’azienda in tutti i suoi momenti. Anche se si pensa di avere grandi qualità individuali non si può rinunciare al senso del lavoro di squadra, e questo punto esercita una grande selezione sui candidati che desiderano lavorare al nostro interno. La prima regola è lead completly, che corrisponde al nostro sforzo di non fermarsi a considerare solamente alcuni aspetti dei progetti ma di pensare a tutto tondo, completly appunto. Il secondo comandamento base dei nostri behaviours è practice judgment, ovvero promuoviamo l’applicazione della propria capacità di giudizio per risolvere al meglio le diverse situazioni. I restanti due sono rivolti alle persone: trust each other, infatti, rispecchia pienamente il nostro senso di squadra. Una squadra può lavorare solamente se ci si fida reciprocamente l’uno degli altri. A questo riguardo vorrei citare come esempio la squadra di volley: in questo sport ogni singolo ha bisogno dei compagni per affermarsi e per raggiungere l’obbiettivo. Continuando a rimanere nella metafora, vorrei citare anche l’importanza della rete, che ci divide fisicamente dagli avversari, insegnandoci a rispettarli, mettendoci allo stesso tempo alla prova per superarli. L’ultimo dei nostri comandamenti è keep it human, e sottolinea la natura umana delle persone a cui facciamo riferimento quotidianamente, con le loro potenzialità ma anche con i loro limiti ed emozioni. Questo significa riconoscere, quindi, la priorità di considerare le altre persone come tali.

Da diversi anni ricopre incarichi di responsabilità. Come si immedesima nel coach di questa squadra? Quali sono state le sue maggiori soddisfazioni?

Sono stato la prima persona che il nostro responsabile ha assunto per lo sviluppo del dipartimento italiano. Da una parte ho quindi scelto una serie di stretti collaboratori, e dall’altra mi sono trovato anche ad integrare nella squadra di lavoro persone provenienti da altre esperienze. Questa per esempio è stata la particolare situazione in cui ci siamo trovati all’indomani dell’acquisizione del portale Ibazar. Il processo di integrazione di queste persone è stato un passo molto importante per la condivisione di tutti quei valori che al nostro interno consideriamo fondamentali. La nostra sala riunioni rappresenta bene questo concetto: il tavolo è costruito in modo circolare così da rendere tutti i presenti partecipi della discussione senza distinzioni di ruoli o mansioni lavorative. Naturalmente abbiamo anche noi la nostra gerarchia e le nostre cariche: il Direttore Generale, il Responsabile della Comunicazione, il Direttore Marketing, eccetera. È richiesto assolutamente il contributo di tutti, infatti ognuno di noi viene esplicitamente stimolato. Spesso dagli incontri informali tra colleghi nascono delle idee che poi vengono accolte da tutta la squadra e portate in palmo di mano da eBay stessa. Mi piace citare a rappresentare questo scambio virtuoso di vedute e di idee la palla di neve, che pezzettino dopo pezzettino diventa sempre più grande, e che comunque resta una cosa bella con cui tutti possono giocare. eBay è anche divertimento, in questo modo sono nate trovate geniali come Incredibile ma eBay!, che nacque dapprima da un’idea in Francia, che ci è stata raccontata e poi è stata rielaborata e arricchita di altre idee aggiuntive per confrontarsi infine con un nostro gruppo di utenti campione per un test finale di gradimento. In seguito, il servizio è stato lanciato in Italia, per poi approdare in Spagna, negli Stati Uniti e in Australia.

La campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza delle transazioni elettroniche vi ha portato altre soddisfazioni.... Come è nata la campagna che ha ottenuto i riconoscimenti al premio Mediastars ?

Devo dire che è stata una grossa felicità ricevere questi riconoscimenti da parte vostra, perché rappresenta un primo autorevole riconoscimento esterno diretto alla nostra iniziativa. Il senso sociale della campagna di comunicazione ci ha fatto fare dei passi avanti nel settore della sicurezza digitale. L’idea della campagna eBay, Buon Senso in tutti i sensi nasce da un caso simile a quello che citavo poco fa. Partiamo dall’importanza del servizio offerto dal nostro sito in qualità di apri pista per quanto concerne gli acquisti online in Italia. Nel nostro paese eBay ha una Community di oltre cinque milioni di utenti iscritti e di circa dieci milioni di navigatori che si collegano ogni mese al sito, e rappresenta quindi il maggior sito di scambio e di acquisto elettronico, in un mercato dove il commercio elettronico e le vendite a distanza non hanno mai decollato veramente, a causa di una serie di motivi culturali e logistici. Accadde che, in un incontro internazionale, i nostri colleghi tedeschi ci accennarono ad una esperienza simile che stavano lanciando in quel periodo, che era dedicata alla sicurezza delle transazioni elettroniche. Questa idea ci piacque subito tantissimo e la prima scelta che abbiamo voluto fare è stata quella di rendere palese che questa non fosse una campagna commerciale per promuovere il sito, ma fosse invece un’iniziativa volta ad insegnare come si possa cogliere l’opportunità del commercio elettronico, senza rischiare la propria sicurezza. In Italia la maggior parte delle persone o non conosce questa opportunità o rimane molto critica su alcuni temi importanti come la sicurezza delle transazioni, la fiducia nell’interlocutore e la credibilità delle nostre credenziali. Ciò nonostante, esistono circa ventimila persone che, in Italia, traggono la loro fonte di reddito primaria da eBay e non si contano più le aziende che sono nate su eBay, e che fanno del nostro sito la loro fonte di sostegno principale. Il nostro scopo, in definitiva, era proprio quello di comunicare la trasparenza del commercio elettronico, diffondendone un sentimento di fiducia di tipo istituzionale. Abbiamo subito messo in moto il nostro dipartimento legale ed è stato divertentissimo vedere questi colleghi che, per via del loro ruolo sono solitamente dotati di una certa etichetta, mettersi a discutere entusiasticamente di questo progetto con noi. Si trattava di una campagna di utilità sociale basata principalmente sul buonsenso delle persone, che però non doveva essere vissuta solamente dagli addetti ai lavori, ma al contrario doveva rivolgersi in generale a tutte le persone, ed essere vissuta su un sito internet diverso dal nostro, www.compraconbuonsenso.it. Da qui abbiamo deciso di coinvolgere anche altre competenze: dapprima la componente creativa, coinvolgendo la nostra agenzia di comunicazione per costruire un sistema grafico, chiamato buonsenso in tutti i sensi, che con la metafora dei cinque sensi ponesse in primo piano le cinque regole basilari a cui ci si deve attenere quando si vuole fare commercio elettronico. In secondo luogo abbiamo quindi deciso di confrontarci con le maggiori istituzioni come la Direzione della Polizia Postale, che accolse il progetto entusiasticamente proponendoci di promuoverlo addirittura presso il Ministero degli Interni. Il cerchio si era chiuso, questa campagna di educazione al commercio elettronico è stata per moltissimo tempo sul sito del Governo, del Ministero degli Interni, della Presidenza della Repubblica e della Polizia, e attraverso il materiale stampato è stata diffusa in tutti i dipartimenti della Polizia Postale del territorio, creando un valore istituzionale davvero importante. A questo punto ci siamo avvalsi del lavoro di un’altra componente della squadra, rappresentata dall’agenzia che cura il nostro ufficio stampa, che ha diffuso la nostra comunicazione, creando un evento istituzionale sfociato in una affollatissima conferenza stampa convocata nella capitale, presso la prestigiosa sede dell’Hotel Esedra, concertata con il Ministero degli Interni e seguita dalla totalità dei media istituzionali più titolati.
In definitiva ho trovato in questa esperienza un senso della squadra molto partecipato, e durante lo sviluppo del progetto non si sono mai verificati attriti, ingerenze, attribuzioni di campo o di meriti. Quello che si è sempre sentito dire è: questa cosa l’abbiamo fatta noi…Questo testimonia un grosso successo di squadra, e un alto grado di collaborazione fra tutti noi.

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17 giugno 2019
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