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Andrea Porciatti Direttore Creativo e Titolare + communication
Le Interviste Mediastars XII Edizione

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Andrea Porciatti
Direttore Creativo e Titolare + communication

Ricordando le molte vittorie nel campo sportivo dei nostri colori, pensa che si possa verificare una combinazione altrettanto fortunata anche per quanto riguarda il settore della comunicazione italiana rispetto a quella estera?

Penso che tutto sia possibile! E’ l’atteggiamento con cui affrontiamo le sfide che condiziona in modo importante il risultato, ma ci sono molti altri aspetti che devono essere concretizzati nell’operatività quotidiana. Questo è il mio pensiero. Il raggiungimento di obiettivi importanti mette di fronte a cambiamenti, rischi, insicurezze e soprattutto misura la nostra forza, il nostro “sapere”, il nostro coraggio. Senza dubbio anche la dea bendata può dare una mano ma, come dice un vecchio proverbio, “la fortuna aiuta gli audaci”.

Quali sono le caratteristiche della sua agenzia? Qual è stato il suo percorso personale?

Questi sono i presupposti con cui ho iniziato la mia carriera di pubblicitario sin dai primi anni di lavoro milanese e sono gli stessi che, nel 2003, mi hanno spinto a costituire e guidare un piccolo gruppo creativo nel cuore della Toscana. E’ un percorso non privo di ostacoli, difficoltà ed imprevisti. Tutte le persone ed i gruppi che hanno raggiunto grandi traguardi hanno dovuto prendere decisioni difficili ed impopolari di cui, molto spesso, pochissimi sono a conoscenza. Ogni giorno ci troviamo di fronte a delle scelte che fanno vacillare i nostri sogni, le nostre ambizioni. Io ho un’enorme ammirazione e stima per queste persone e gruppi che ci danno un esempio e uno stimolo positivo.

La comunicazione può fare squadra? Cosa pensa a proposito del lavoro di squadra? Crede che il nostro settore sia ben rappresentato dalle associazioni della comunicazione italiana?

Io credo fortemente che l’unione delle forze, sia all’interno sia all’esterno, possa veramente far raggiungere grandi obiettivi. Il team è un’arma potente che abbiamo a disposizione, spetta solo a noi saperlo valorizzare e guidare nella strada verso il successo ambito.
Ogni società, ogni gruppo traccia il proprio percorso sulla base di scelte, ma chiaramente non è dato sapere a priori cosa succederà o dove ci porteranno. Io credo molto semplicemente che bisogna seguire i nostri desideri e perseverare anche di fronte ad eventuali insuccessi.
Ci sono inoltre le associazioni della comunicazione italiana che cercano di rappresentare e valorizzare il mondo delle idee. Noi attualmente non aderiamo a nessuna di queste ma guardiamo di buon occhio il lavoro ed il supporto che tali associazioni svolgono e certamente a breve (in base anche alla nostra crescita di business) vorremmo far parte di uno di questi gruppi.
Già in questi pochi anni di attività abbiamo partecipato e fatto partecipare dei collaboratori ad alcune delle iniziative e degli incontri formativi organizzati da alcune di queste associazioni.

Quanto influisce una buona formazione sulle possibilità di migliorare la qualità della nostra comunicazione? Come si inserisce in questo contesto l’attività di coaching?

Io per primo credo molto nella continua formazione, negli incontri e nel perseverare ogni giorno nel dare il meglio di noi stessi, qualsiasi sia il lavoro che svolgiamo.
Dobbiamo essere l’esempio che incarna tali principi e che ne fa azione quotidiana, quindi meno parole e riunioni e più esempi pratici. Se vogliamo che la nostra squadra sia coraggiosa, determinata, motivata, piena di idee e insaziabile, il leader sarà il primo responsabile. Poi dobbiamo anche sperare che il gruppo ci segua altrimenti forse è meglio cambiare qualche cosa o avere il coraggio di sostituire qualche elemento.

Le è capitato di pensare di aumentare le capacità del proprio team, cercando di migliorare le competenze e le performance relative, intervenendo con un approccio mirato alla collaborazione con professionisti free-lance?

Per quanto riguarda strutture piccole come la nostra a volte ci troviamo nella situazione, per determinati progetti, di essere carenti in alcune specializzazioni ed allora preferiamo avvalerci di collaboratori e partner esterni che possano supportarci e fornirci di un adeguato know-how. E’ vero che ciò vuol dire aumentare le spese e quindi guadagnare di meno, ma per noi è prioritario fare un ottimo lavoro riconosciuto dal cliente e dal mercato di riferimento. Guardare più a lunga distanza e meno a breve, i frutti arriveranno: questa è la nostra pubblicità.
Credo molto nello spirito di squadra e credo che se il gruppo è coeso, motivato può fare molto anche se mancano i “ fuoriclasse”. Bisogna riprendere e far riprendere possesso di una serie di valori, sogni e ambizioni in modo molto pratico, tutti i giorni, in ogni lavoro.
E’ con questa visione che la nostra agenzia affronta le sfide piccole e grandi che si presentano.
Il nostro compito è quello di allenarci e allenare per farci trovare pronti alla grande occasione, che tutti noi sogniamo e attendiamo. Perché anche i “grandi” una volta nella vita sono stati “piccoli”.

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8 agosto 2019
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