ENTRARICERCA

Davide Teggi
Emotional Branding: i cinque sensi
Oggi la sfida per il brand è provocare emozioni in ognuno di noi con un coinvolgimento a 360 gradi

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Davide Teggi
Digital marketing manager

Quanto è importante valorizzare le nostre sensibilità per essere ricordati? Come sviluppare il sesto senso, la scintilla che accende le passioni e attira gli interessi in comunicazione? Il fattore umano in comunicazione dove può portarci?

Per capire i clienti, l'impresa di successo ha bisogno di pensare in termini umani, emozionali. Per rendere il marchio o la società più attraente, e avere più impatto sul processo decisionale del cliente, ci deve essere l'accento sulla creazione di maggior valore (e sentimento) percepito e di maggiore personalizzazione.

Dal punto di vista della comunicazione operativa sto parlando dell’ “inside-out advocacy".
La maggior parte dei brand e delle aziende passa da approcci di ordine macro, passivi, e transazionali alle relazioni con i clienti.

Un'occasione fondamentale per le aziende di diventare più forti, più affidabili e più vitali per i clienti è la creazione di esperienze di marca. Oltre la semplice vendita di un prodotto o di un servizio, questi "marchi esperienziali" si connettono ai propri clienti.

Capiscono che la realizzazione di elementi, di valore tangibile e funzionale, sono solo l’antipasto del menù del cenone di capodanno, e che in realtà essere collegati con i clienti ed avere un rapporto con loro basato sulle emozioni, è la chiave per far leva sulla fidelizzazione e per trovare in loro degli alleati (è il concetto questo di advocacy behavior).

Come utilizzare la tecnologia per offrire una comunicazione più completa? Quanto il fattore umano riuscirà a guidare questo cambiamento integrando i rapporti in carne ed ossa con quelli virtuali? Qual è il destino dell’ADV classico in questo senso?

Se le aziende, spinte e guidate dai manager, penseranno e agiranno così, sarà un bene per la competitività del sistema e la professionalità delle persone. Nuove tecnologie e intelligenza artificiale sono, e devono essere, alleati e supporti di un nuovo lavoro dove all’uomo resta la parte più intelligente e creativa e alla macchina il compito di rendere sempre più efficace ed efficente l’automazione dei processi.

Quanto è importante oggi estendere la propria immagine su diversi settori? Quali sono i casi di successo più eclatanti? Come ridurre il rischio di perdere valore in questa delicata operazione?

La ricerca accademica, in questo ottica, si è mossa su due direttrici: da un lato, fornendo un archetipo concettuale per predisporre ed attuare la migliore strategia di brand extension;
dall’altro, sulla base della casistica aziendale e delle ricerche sul consumatore, ha elaborato delle linee guida che, se seguite dalle imprese, dovrebbero ex-ante cautelarla da fallimenti.

Il successo della brand extension dipende e si misura sulla sua capacità di creare brand equity nella categoria di appartenenza e di contribuire al valore della marca originaria.
Analisi di mercato in primis, e attenzione al posizionamento poi, sono gli elementi che stati fino ad oggi troppo spesso trascurati fino ad oggi (anche da grandi marche!) in questo campo e sono aspetti da curare ancor più minuziosamente se si vuole lavorare in modo positivo sull’immagine del brand.

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Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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8 agosto 2019
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