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Alberto Baccari

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

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Alberto Baccari
Founder e Direttore Creativo Alberto Baccari Studio. New York-Milano

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Il mondo è totalmente parcellizzato. Compreso i tempi di reazione. I progetti sono di micro-surgery. Non riusciamo nemmeno a renderci conto di quanto sia vasta la rivoluzione in atto. Chiunque dice di avere le idee chiare è in grande pericolo di non essere in contatto con il mondo reale.

E oggi è ancora più’ costoso commettere errori.
Noi riteniamo essenziale instaurare un valore di fiducia con il mercato in generale. Clienti e collaboratori. Per questo diamo molto peso alle persone con cui decidiamo di interagire. La simbiosi dei talenti sarà’ la challenge del futuro, che è già oggi.
Sempre più la cultura in senso generale sarà la futura moneta veramente globale, ciò che creerà il team-work necessario e sempre più variegato. La conoscenza la farà da padrone, nella “gestione” dei data infiniti già a nostra disposizione.
Aprire la mente e non avere paura dei fantasmi.

Trasparenza anche nei rapporti. Porte aperte per entrare nei nascondigli più reconditi della Brand, e di come si relaziona con i suoi cittadini del mondo.
Essere molto profondi nella strategia creativa della Brand, ma poi agire in maniera strabiliante.
Si potrebbe parlarne per ore.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

Oggi le scelte strategiche sono decuplicate. Nessuno si puo’ permettere di non farle. Ma tutto non si può’ fare. La Strategia Creativa alla base e una conoscenza e interpretazione degli insight, dei desideri, delle necessita’dei nostri consumers in giro per il mondo, ci guida nelle scelte. Ormai e’ il consumatore che decide praticamente cosa una azienda deve vendere.In questa ottica il team-work, cliente in testa, e’ assolutamente in grado a valutare il content marketing più adatto. I social sono sicuramente un canale strategico, con caratteristiche importanti per poter ascoltare i consumatori è imparare anche da loro, a migliorare l’offerta.

I social sono sicuramente un canale strategico, con caratteristiche importanti per poter ascoltare i consumatori è imparare a migliorare.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

A me sembra che gli errori possono essere tanti, molto più di un decalogo. Quasi tutti sono difficili da digerire e creano pesantezza di stomaco in Italia. Ma e’ solo perché non è una classica ricetta Italiana fatta con ingredienti a chilometro 0. Come si dice nel mondo anglosassone, è un “aquiring taste”. E’ una cucina fusion che si apprezza con il tempo.
Per questo nel mio Decalogo, ne metto 12; tutti molto italici e non in ordine di importanza:

1) E’ un gravissimo errore non pensare sempre al medio e lungo termine.
2) Come già accennavo, bisogna circondarsi di persone di “cultura” (naturalmente non intendo intellettuali, ma gente di spessore al di là della professione, incorico, eta’ e provenienza, etc, etc). La qualità delle persone di peso è più cara e complicata, ma fa risparmiare e diminuisce la percentuale di errori sul medio e lungo termine. La spesa più grande e’ quella di fare una comunicazione che non e’ rilevante per il consumatore. Che nasce e muore senza lasciare segno.
3) Pensare al passato e a come si comunicava una volta. Oggi ci sono regole diverse. Punto. (naturalmente non bisogna rinnegare nulla). Non si interrompe una conversazione; ci si rende partecipi.
4) Sarebbe un grande errore pensare che il cittadino del mondo sia disposto di stare a sentire qualunque Brand che non ha nulla da offrire a lui. Gli adblocks sono sempre più’ popolari.
5) Sarebbe un errore non essere il più possibili trasparenti nella relazione tra la Brand e i suoi cittadini del mondo.
6) Sarebbe un errore non creare un meccanismo virtuoso tra i valori della Brand e quelli dei suoi cittadini del mondo.
7) Sarebbe un errore non riuscire a creare e quindi comunicare una versione benefattrice della Brand, in quanto essa stessa cittadina dello stesso mondo. Che in qualche modo da una mano a migliorare il mondo.
8) Risparmiare dove non bisogna risparmiare.
9) Avere paura di intraprendere nuovi sentieri nella comunicazione, ma anche oltre. I cittadini del mondo premiano le aziende che prendono decisioni precise.
10) Pensare che ciò che è nuovo sia buio e pericoloso. Tutt’altro.
11) Sarebbe un errore non copiare dai più bravi.
12) E’ un grande errore non credere nella creatività’. Ma solo quella giusta per il progetto.

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Ultimo aggiornamento:
6 dicembre 2019
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