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Lorenzo Lombardi Direttore Creativo Lombardi & Associati
Le Interviste Mediastars XII Edizione

Senza titolo

Lorenzo Lombardi
Direttore Creativo e Titolare di Lombardi & Associati

La comunicazione può fare squadra? Come è impostata la struttura della vostra realtà?

Al nostro interno non abbiamo divisioni particolari basate sull’esperienza lavorativa ma preferiamo creare dei gruppi creativi che lasciamo abbastanza liberi ponendo solamente dei paletti a monte dello sviluppo del progetto, rappresentati in definitiva dalle indicazioni del cliente, privilegiando dunque l’approccio iniziale ai diversi progetti, ponendo delle solide basi nella prima analisi del brief. In questo modo il team riesce a lavorare senza essere vincolato ad una particolare filosofia di lavoro, riuscendo ad esprimere al meglio le proprie intuizioni creative nell’ambito delle regole che il gruppo viene a istituire volta per volta. Questo metodo può dare l’opportunità a dei giovani di crescere professionalmente seguendo lo sviluppo del progetto anche in sede di un secondo brainstorming eventualmente utile a raddrizzare la rotta del gruppo di lavoro, senza che questo si senta forzato a fare delle scelte obbligate.

All’interno della vostra agenzia riesce a delineare quali sono stati i risultati della sua attività di coaching? La formazione dei componenti del gruppo può essere cio' che fa la differenza. Cosa pensa a questo riguardo?

Il nostro obiettivo è creare dei gruppi abbastanza omogenei che riescano a sviluppare le filosofie delle aziende che ci chiedono consulenza creativa. Mi piace pensare ad un gruppo di lavoro che prenda in carico un progetto dall’inizio alla fine e, anche se affiancati da persone con maggiore esperienza, segua anche lo sviluppo gestionale, entrando come parte integrante dello sviluppo globale del progetto, imparando tecniche che risultano essere mancanti dalla loro formazione, e gestendo in pratica il lavoro in tutte le sue fasi. Questo è un ottimo metodo per inserire i giovani sul lavoro e per fare in modo che per ogni domanda siano in grado di dare una risposta. Per fare crescere dei validi assistenti, nell’ambito di una squadra il leader non necessariamente deve fare pesare la sua leadership. Il leader deve tenersi costantemente aggiornato per dimostrare essere preparato, ma non deve condizionare troppo le scelte di ognuno dando un’impronta troppo personale allo sviluppo dei progetti. Le persone hanno visioni estremamente distinte in ogni aspetto come ad esempio il lettering, la lettura dei colori, l’estetica. Sempre in relazione alle tecniche di formazione del gruppo, credo che sia importante relazionarsi al team di lavoro guidandolo dolcemente ad avere un segno distintivo caratterizzante, esprimendo a pieno il proprio potenziale creativo.

Le è capitato di pensare di aumentare le capacità del proprio team, cercando di migliorare le competenze e le performance relative, intervenendo con un approccio mirato alla collaborazione con professionisti free-lance?

Riguardo i collaboratori esterni posso aggiungere che ci avvaliamo anche di professionisti esterni affermati nelle singole nicchie di settore, per non andare a coprire altri ruoli già presenti in agenzia e per dare ancora la possibilità ai nostri collaboratori di trarne un insegnamento utile.

Qual è l’apporto che un buon progetto packaging può dare alle nuove tecniche di branding?

Si sta esaltando il mondo del packaging, come nuova dimensione della comunicazione, un mondo che ha un grande ambito di possibilità di sviluppo, tutto ciò che nasce deve essere confezionato.
La cura della gestione della corporate può portare le aziende ad avere un’identità visiva importante.
Oggi è diventato fondamentale comunicare il brand al di fuori della comunicazione, facendolo rientrare nel packaging, in modo che possa crescere e ambire al ruolo di marchio.

Cosa pensa del design e del packaging italiano riguardo le competizioni internazionali?

Il packaging italiano è fortemente caratterizzato da grandi idee e persone; la nostra agenzia che pur essendo considerata media, in confronto dei concorrenti internazionali diventa piccolissima, ha conseguito il premio Pro Carton /ECMA Carton Awards, un premio importante a livello internazionale con il progetto Mangini Schiaccia e scatta. In inciso si trattava di una piccola scatola in cartoncino per confetti premiata per l’estrema semplicità di realizzazione cartotecnica nell’originale apertura/chiusura dell’erogatore.

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26 gennaio 2020
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