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Simone Amendola
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Ispirazione e produzione creativa. L’ispirazione ci accompagna, e come si dice non dà preavvisi, la produzione spesso conferma le idee e il lavoro di team produce sempre i migliori risultati.

Simone Amendola

Simone Amendola
Cineasta e drammaturgo

Come nasce l'ispirazione, per un creativo di oggi? Dove traiamo la nostra "ispirazione" che ci porta a rivelare ciò che esiste ma è nascosto?

La prima cosa che mi viene in mente è una frase attribuita ad Ennio Morricone, e che presumibilmente ha detto davvero: l’arte è talento puro.

Noi possiamo aggrapparci a tutte le altre risorse umane, l’impegno, lo studio, il metodo, la caparbietà, al più anche la fortuna… ma li possiamo intendere come qualità che aiutano ad esprimere e sostenere il talento non ad inventarlo.

Ecco, io credo che l’ispirazione sia ugualmente un fatto puro, seminale, essenziale. È il frutto di una serie di dimensioni convergenti, contrastanti, casuali, di storia personale e collettiva, di passato e futuro… ma è avulsa dal pensiero cosciente, dall’intelligenza, dall’opportunità.

Il regista iraniano Asghar Farhadi ha raccontato di aver avuto l’idea del suo capolavoro About Elly davanti ad una donna che guardava il mare. Michelangelo Antonioni ha iniziato a pensare al soggetto del film Il grido davanti a un muro.

In questo forse l’ispirazione dell’artista tout court e del pubblicitario potrebbero sembrare differenti, perché il primo può non badare a come verranno accolte le sue idee mentre l’altro è costretto dalla professione a prevederne ogni reazione.
Invece io credo che l’artista, romanticamente raccontato come outsider, come ‘fuori dal mondo’, sia in realtà profondamente un uomo del suo tempo.

Magari non lo pratica concretamente come tutti gli altri, ma lo sente e lo vive completamente, nei suoi slanci e nelle sue contraddizioni. Ne vede la luce e le tenebre prima che esse siano visibili agli altri, infatti il suo problema non è immaginare, ma rendere reale e visibile a tutti ciò che ha immaginato.

L’arte in qualche modo, alla fine, è solamente ciò che vedono anche gli altri, e questo rende l’artista simmetrico al pubblicitario.

L’ispirazione è esplosiva, dirompente, totalizzante. È vera. È più grande e reale di ogni idea ‘giusta’. L’ispirazione è dittatoriale, è talmente irrazionale che sembra magica, ci lascia innamorati e indomabili.

Per sintetizzare una risposta io consiglierei a tutti di provare ad essere artisti, ad essere invasi dalla vita, dalla vita tutta. Questa è l’unica fonte da cui l’ispirazione può nascere.
Provare a ribellarsi intimamente ad una società in cui non si aspira alla gioia per paura del dolore.

Come riconoscere la consapevolezza delle proprie competenze nel nostro ambito lavorativo? Come misurarsi con questo aspetto nello svolgimento dell'attività professionale?

Se l’arte è talento puro, la professione è costanza pura.

Per un periodo ho frequentato i corsi di scrittura creativa organizzati al centro Alberto Moravia diretto da Dacia Maraini. Erano incontri singoli con scrittori affermati, di età e stili differenti - da un romanziere come Ammaniti ad un autore comico come Riccardo Cassini (Nutella/Nutellae) - e tutti, indistintamente, in maniera più o meno diretta, ripetevano lo stesso mantra:

…mettiti davanti al computer anche se non hai idee, anche se ti sembra di non avere niente da dire. Le idee verranno, ma se quando verranno non sarai davanti al computer saranno idee perse…

Le competenze arrivano con il tempo, con lo studio e con l’applicazione. Arrivano con la conoscenza della Storia. Sokurov nel suo film-pamphlet Francofonia si chiede: cosa saremmo noi senza l’arte che ci ha preceduti?.

Siamo cresciuti col tutto e subito, col signor nessuno che diventa famoso al Grande Fratello e con ‘la cultura nun se magna’, questo ha profondamente alterato il valore delle competenze, dalla recitazione alla politica (fortunatamente non è stato ancora permesso a nessuno di andare nello spazio senza essere un astronauta).

I cambiamenti sociali, tecnologici, globali, sono così veloci che spuntano continuamente fenomeni improvvisati e alla fine chi parla meglio ne sa di più e chi non parla è fuori mercato.

Io credo che la consapevolezza delle proprie competenze diventi tangibile quando non dobbiamo pensare prima di fare, quando riusciamo a pensare mentre facciamo.

Questo personalmente mi dà il metro delle mie capacità. Le prime volte che mi trovavo su un set per non perdere la concentrazione perdevo di vista i singoli reparti e mettevo tutte le energie sull’inquadratura, ma molto spesso mi ritrovavo al montaggio, ad esempio, con problemi di audio.

Nel nostro mondo condiviso non ci si può più permettere di agire da soli. Con chi costruire alleanze per rispondere alle esigenze del mercato di oggi?

Questa è una domanda che mi sto facendo, e alla quale piano piano cerco di trovare una soluzione, in questo periodo covid così sospeso, complesso.

Personalmente sento un forte disorientamento, sento sfumare il senso delle battaglie di anni di lavoro e creatività. E non è purtroppo solo una semplice sensazione, è anche conseguenza di fatti reali: il 5 marzo 2020, 4 giorni prima del lockdown, usciva nelle sale cinematografiche per la prima volta un mio lungometraggio, il documentario Nessun nome nei titoli di coda. Un film che ha avuto vita di farfalla.

Una risposta sto cercando di trarla proprio dai limiti e dai pregi che in questa condizione sento di avere. Mi convinco sempre di più che oggi più che mai vadano fatti sodalizi complementari, di età e competenze.

Da quarantenne che sa del mondo, ma che è rimasto paralizzato dal cambio di paradigma che il covid ha portato con sé, sento di dovermi avvicinare a chi si affaccia sul mondo e lo affronta con meno competenze ma anche con zero paradigmi. Con chi non ha sognato nel mondo precedente insomma, con chi inizia a sognare in questa di realtà.

E da autore, che con le idee e le intuizioni ha la presunzione di poter portare linfa alla società, sento di dover dialogare con chi quella linfa la sa far brillare e zampillare nei nuovi media con nuovi linguaggi.

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Ultimo aggiornamento:
26 marzo 2021
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