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Romina Farris
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Ispirazione e produzione creativa. L’ispirazione ci accompagna, e come si dice non dà preavvisi, la produzione spesso conferma le idee e il lavoro di team produce sempre i migliori risultati.

Romina Farris

Romina Farris
Pittrice
www.rominafarris.it

Come nasce l'ispirazione, per un creativo di oggi? Dove traiamo la nostra "ispirazione" che ci porta a rivelare ciò che esiste ma è nascosto?

Dipingere con le parole, come può venire l’ispirazione? Posso raccontare un pò di me parlando di come da un movimento nuovo sono diventata una pittrice. Forse è stato l’incontro con Picasso, forse l’incontro con la Teoria della nascita di Massimo Fagioli. Nel Novembre 2006 a Venezia, a Palazzo Grassi, andai ad una mostra straordinaria: “PICASSO, La Joie de vivre 1945 – 1948”. Rimasi per ore davanti a quell’opera immensa, poi vidi le tante tavole dove Picasso trasformava il toro in una linea, ero sconvolta. Tornata a casa, comprai tele e colori, ed iniziai così a dipingere. Non mi sono più fermata. Nel Novembre del 2007 cominciai a frequentare i seminari dell’Analisi Collettiva. Dopo 13 anni, posso dire, che ho iniziato la ricerca artistica con Picasso e ho realizzato la mia identità umana e d’artista con lo Psichiatra Massimo Fagioli e l’Analisi Collettiva.

Ed è per questo che posso dire che l’ispirazione non esiste, so che esistono i rapporti che lasciano nella nostra pelle sensazioni e memorie. Ecco, la nostra pelle, ci racconta quello che abbiamo vissuto, visto, provato. Poi nel silenzio, separati dal mondo inaspettatamente, si formano le immagini, le memorie, che non sono ricordi coscienti o fotografie e neanche sogni, sono, colori, linee e suoni e vale per la pittura, la scultura, la musica.

Più che i nostri occhi forse è la pelle che fa venire alla luce ciò che non vediamo. Lasciarsi andare per far affiorare le immagini invisibili che stanno dietro alle apparenze, quelle immagini che accompagnano l’artista e che fanno affiorare la creatività e la fantasia, che espresse possono rappresentare un sentire collettivo. Si può intuire comprendere un movimento collettivo, un sapere senza vedere, le esigenze dell’altro.

Come riconoscere la consapevolezza delle proprie competenze nel nostro ambito lavorativo? Come misurarsi con questo aspetto nello svolgimento dell'attività professionale?

Se l’artista, riesce a realizzare questo, a parlare al mondo, ecco in quell’istante realizza se stesso. Parla dipingendo, con le parole nella poesia che è suono, con la musica dando armonia al movimento di affetti universali che appartengono a tutti. E’ una possibilità unicamente umana di fare rapporto che comprende la realizzazione degli altri, che nell’opera d’arte si ritrovano.

E’ una esigenza che se compresa può sicuramente parlare un linguaggio universale, mettere al centro il rapporto inter umano, l’essere umano nella sua interezza. Perché si sta sempre in rapporto, anche quando ci si separa in solitudine per dipingere, per comporre una canzone, per scrivere, per fare un lavoro creativo. L’idea, che viene da dentro, per questo forse non parlerei di ispirazione. Molte volte le grandi idee arrivano da cose semplici, da emozioni e memorie ed aggiungerei anche dai sogni. Grandi scoperte sono state fatte proprio così. Bisogna studiare, fare ricerca, e quindi stare in rapporto con la realtà e sapere del movimento intorno a noi, della storia, del mondo, perché il vivere collettivo è amico delle grandi idee. La creatività, la fantasia sono un bagaglio che abbiamo tutti sin dalla nascita, non per l’utile ma come esigenza che è parte fondamentale dell’essere umano.

Ci porta a vivere senza avere paura dell’altro anzi andando verso l’altro, verso il diverso per crescere, per arricchire la nostra fantasia, per sapere di noi stessi e degli altri, per realizzaci sempre di più, perché poi quello che conta è la realtà e l’identità dell’artista, che dovrebbe diventare sempre più umana per essere sempre più artista.

Nel nostro mondo condiviso non ci si può più permettere di agire da soli. Con chi costruire alleanze per rispondere alle esigenze del mercato di oggi?

Si pensa all’artista come un solitario, ed in effetti lo è, ma è una solitudine con una “sana indifferenza” che comprende l’altro, che si realizza con l’altro non per l’esclusione dell’altro.

Penso al lavoro collettivo, magari con tanti artisti come mi è successo in tante mostre, alcune volte potrebbe sembrare un’utopia realizzare un lavoro collettivo, l’importante é avere sempre un progetto comune e mettere tra parentesi il famoso io ed abbracciare il noi. Ognuno con la propria realtà umana, la propria poesia, i propri colori uniti per una immagine comune. Onestà, umiltà, coraggio, certezza di sé, forse questi gli ingredienti. Sicuramente quello che posso dire è che la bellezza sta nel sapere che siamo tutti uguali, nessuno è più artista dell’altro.

L’importante è sapere di se stesso e della propria realtà, così non si fanno errori.

E’ nell’uguaglianza iniziale della nascita e che solo dopo ognuno racconterà, colorerà, esprimerà la propria bellezza. Un’immagine che è movimento che esprime un amore, un lavoro, una passione, una ricerca che è ricchezza personale e collettiva.

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Ultimo aggiornamento:
1 ottobre 2021
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