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Fabio Pagano

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

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Fabio Pagano
Copywriter, Content Manager e Social Media Manager
Blogo.it
Toogheter s.r.l.

Dando per scontato che il briefing risponda alle domande classiche che riguardano il cosa comunicare, come comunicarlo ed a chi comunicarlo, comincio ad appuntarmi le domande che scaturiscono dalla sua lettura. Una volta risolti questi ulteriori dubbi mi calo in quella che è la vera e propria fase creativa. Esamino i vari punti di vista, quello della marca/cliente, quello del prodotto e quello del consumatore del prodotto sia esso un B2B o un B2C.

C’è sempre un consumatore inteso come destinatario del prodotto/servizio. Decido quale dei tre punti di vista adottare nella comunicazione, ovvero quale dei tre far parlare e trovo il messaggio giusto da comunicare. In questo modo si può essere classici, moderni o sorprendenti a seconda dei casi. Per poter essere efficaci, voglio rimarcarlo, è fondamentale il lavoro di stesura del briefing. Molti, troppi, sottovalutano questo aspetto e si limitano al classico “Fai tu”. E’ il primo passo per una cattiva comunicazione.

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Per creare un contenuto di valore il primo passo è sempre quello di conoscere alla perfezione il brand ed il prodotto/servizio che si vuole comunicare. Dopo va indagato il target di riferimento. Quando si conoscono bene mittente e destinatario del messaggio si può scegliere il canale più adatto.

Non tutti i mezzi sono adatti a tutti i messaggi, ci sono sempre delle combinazioni migliori delle altre.

Il contenuto giusto arriva al destinatario che lo trova talmente suo da volerlo condividere con altre persone che hanno il suo stesso background o in parole povere appartengono allo stesso target. Selezionare il mezzo o i mezzi di comunicazione giusti è importante tanto quanto il valore del messaggio. Scegliere Instagram per pubblicizzare un fissante per dentiere è uno spreco di soldi così come uno spot tv in prime time per un prodotto destinato al private label.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

Oggi ogni persona è investita da un flusso di informazioni enorme. Informazioni che vengono consumate alla velocità della luce. Quindi la risposta alla prima domanda è poco. Come si può ovviare a questo problema? Identificare bene il target di riferimento e raccontargli la storia che preferiscono, quella che amano ascoltare. Un po’ come la favola preferita che i nostri padri o i nostri nonni ci raccontavano per farci addormentare.

Quello che, usando parole grosse, si definisce storytelling. I brand hanno personalità, forza, debolezza, sono umani e come tali vanno raccontati. Una storia può essere un verso di due righe o un piccolo racconto. Non tutti i prodotti sono uguali e per raccontare una storia giusta non si deve per forza scrivere un libro, possono bastare anche tre parole.

I social sono un mezzo, anzi sono tanti mezzi diversi perché Facebook non è Twitter che non è Instagram o Pinterest. Quindi la risposta giusta è dipende. Ogni target ha dei social più o meno adatti, anche se Facebook sta diventando quello che erano i siti web all’inizio degli anni 2000. Se non ci sei non esisti.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

1 – Scegliere un linguaggio non adatto al target
2 – Farsi sedurre dall’idea creativa
3 – Scegliere un mezzo perché è di moda
4 – Affidarsi ad un briefing incompleto
5 – Standardizzarsi e applicare le stesse soluzioni a tutti i clienti

Si potrebbe andare avanti per molto ma preferisco fermarmi qui. Voglio menzionare un errore che, secondo me, non dovrebbe mai fare un’azienda: sottovalutare la comunicazione.

Per quanto riguarda i casi più eclatanti citerei quello di Melegatti. Prima la confezione con l’immagine di Valerio Scanu. L’azienda ha dichiarato di averla realizzata per un raduno di fan del cantante, ma ormai l’immagine era stata veicolata su tutti i social e i magazine online. Un abbinamento immagine del personaggio - prodotto decisamente errato. Come se non bastasse hanno aggiunto una terrificante gaffe su Twitter con un messaggio ai limiti dell’omofobia che in un clima da politically correct ad ogni costo ha pesantemente danneggiato l’azienda veronese.

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Ultimo aggiornamento:
15 novembre 2019
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