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Gabriella Sardisco

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

Senza titolo

Gabriella Sardisco
Senior Content/Seo/Social Specialist Excite Italia

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Parola d’ordine: ONESTA’. Mai prendere in giro l’utente con informazioni poco chiare, finti titoli e lanci acchiappa click. Un contenuto che possa definirsi “di valore” deve assolvere la sua missione principale: rendere un servizio a chi legge, soddisfare i dubbi e le domande dell’utente che è atterrato su quel link per una precisa ragione. Pensare in questa ottica ripaga moltissimo (anche se è difficile da credere) in termini di visualizzazioni e traffico generato sul sito.

E’ fondamentale poi, la SEO. Si può produrre un contenuto di altissima qualità ma se poi non ti legge nessuno perché nessuno ti ha trovato nella ricerca diventa vano lo sforzo. Quindi, e qui mi rivolgo agli amici giornalisti ancora ignari delle regole imposte da Google, stare sul pezzo vuol dire anche questo: utilizzare le regole SEO per arrivare ad un bacino di lettori sempre più vasto.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

Un content manager oggi deve essere anche un bravo social media specialist. Anche io ho completato il mio profilo con le competenze social proprio perché content e social vanno ormai a braccetto. Per questo credo che il content marketing e l’istant marketing siano imprescindibili nella pianificazione di una strategia editoriale. Bisogna ragionare anche e soprattutto (in certi casi) sulla realizzazioni di contenuti ad hoc per la viralizzazione sui social. Non tutti i contenuti come sappiamo si prestano a tale richiesta: bisogna adattarsi alle richieste del pubblico social e soprattutto avere tante idee.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

-Ignorare le richieste e i cambiamenti comportamentali dell’utente
-Prendere in giro l’utente attirandolo su finti contenuti
-Puntare solo con l’uso di campagne adv ad un pubblico vasto ma non fidelizzato
-Mancanza di trasparenza nella gestione delle crisi

Non mi piace parlare degli errori o dei casi negativi, preferisco mettere in luce le capacità delle aziende. Diciamo che detesto chi comunica attraverso dei vari richiami tipo “PAZZESCO, +++” e sfrutta la morbosità delle persone con video/foto disgustose per ottenere più click. In questo modo non si vuole comunicare ma solo guadagnare.

Uno degli ultimi casi positivi, invece è la Plasmon. L’azienda si è saputa adattare alle richieste del suo pubblico, nello specifico delle mamme, preoccupate per la presenza di olio di palma nei biscotti destinati ai propri piccoli. La Plasmon ha raccolto le richieste delle utenti, ha trasformato il prodotto e dato la possibilità alle mamme di dare un giudizio. Il tutto in totale trasparenza.

Poi ci sono i geniali comunicatori della Ceres (Ninja Academy) e apprezzo tanto lo spirito e l’ironia del team social di Giornalettismo che più di tante altre testate dimostra di conoscere bene il suo pubblico (viva il #teamstica!).

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21 novembre 2019
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