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Stefano Rizzi
Fotografo e Titolare Studio Rizzi

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Stefano Rizzi Fotografo e Titolare Studio Rizzi

Esiste un “modello di comunicazione” in grado di controllare la Brand Experience?
Come le agenzie di comunicazione si stanno attrezzando per crearlo in un prossimo futuro?

Non credo esista un modello univoco di comunicazione atto a controllare la brand experience, in quanto la diverisficazione del target, dei media, della società
sempre più multietnica, tende a differenziare ed a frammentare maggiormente le diverse esigenze di gruppi di individui abbastanza omogenei per background,cultura ed abitudini, anche se tendenti all'universale per quanto concerne almeno le esigenze primarie e le aspirazioni fondamentali ed immediate .

Forse in futuro, il trend, che sta attraversando un periodo dinamico di trasformazione, sarà tendenzialmente quello di avere una composizione sociale più
omogenea, in base a cultura e ceti sociali, alla quale applicare dei modelli standard con maggiore possibilità di successo.
Penso che le agenzie di pubblicità e comunicazione, stiano seguendo da vicino questa metamorfosi per capire se vi sarà la possibilità di individuare dei canoni
specifici comuni a molti, al fine di creare nuovi modelli o archetipi validi per il maggior numero di fruitori possibile.

In quale modo la capacità di rinnovarsi di un Brand è trasmessa efficacemente al target di riferimento?

In questa società maggiormente variegata,occorre dunque individuare quelle caratteristiche che sono comuni a più individui possibile, nel loro divenire dinamico,
che sono normalmente quelli più semplici e fondamentali tra gli interessi e le aspirazioni di ogni singola persona. Più si va sul complesso e più aumentano le diversificazioni e la frammentazioni, per cui un" modello di comunicazione" univoco rischia di non essere recepito e condiviso da molti.
Da qui scaturisce la necessità di messaggi semplici ed immediati, che possano colpire e coinvolgere la maggior parte dei fruitori di immagini pubblicitarie.

Come muterà la strategia delle grandi marche per comunicare al mercato l’innovazione dei propri prodotti o servizi? Potranno le grandi marche sopravvivere ai nuovi mercati?

La strategia delle grandi marche per comunicare l'innovazione dei propri brands e prodotti, dovrà divenire sempre più camaleontica ed attenta ai repentini
cambiamenti ed alle nuove tipologie di gruppi di consumatori, aventi alcune caratteristiche comuni seppur in fase di mutamento ed evoluzione continui, in questo
momento, sino ad una loro miglior stabilizzazione ed assestamento,provabili in un futuro non ancora ben definito e delineato.
Sicuramente con una ricerca ed una attenzione alle variabili in gioco, ritengo che i grandi marchi possano, in generale, continuare a sopravvivere.

Quali conseguenze comporta l’attenzione che le aziende riservano alle attività di comunicazione e alle particolari strategie proprie della Brand Activity?

Le conseguenze di questa ricerca della brand activity, comporta che attualmente si dà una priorità al marchio che già deve racchiudere, suggerire e comunicare di per sè concetti ed emozioni riconoscibili ai più, facendoli vivere in un ambiente in cui il consumatore potenziale si identifichi ed a cui aspiri, sacrificando, in parte, la descrizione del prodotto.

Da qualche tempo stiamo osservando un certo sviluppo per alcuni settori del mondo della comunicazione. Esistono media che garantiscono un approccio privilegiato all’utente finale?

Il problema che sorge inseguito alla maggior diversificazione dei media è quello di adeguare,anche tecnicamente, le campagne ai differenti mezzi attraverso i quali vengono rese pubbliche. Nel creare un'immagine bisogna tenere presenti i differenti formati determinati dai mezzi utilizzati per la sua diffusione: dai telefonini
ai murales, alle riviste, ad internet con vari monitor di disparate dimensioni, alla televisione...
Mi sembra che, pur non essendoci ancora un vero e proprio medium privilegiato, il telefonino, sempre più integrato col pc, stia prendendo una posizione rilevante,
grazie all'immediatezza ed alla capillarità della sua diffusione. ( senza però trascurare il resto ). Infatti, vedere la stessa campagna su più media differenti, non può che rafforzarne ed aumentarne il ricordo.

Quanto può ritenersi opportuno l’utilizzo di testimonial, di sponsorizzazioni o personalizzazioni di particolari eventi per un’efficace comunicazione del Brand?

L'utilizzo di un testimonial, rappresenta da sempre una soluzione abbastanza sicura per la riuscita e per l'efficacia di una presentazione del brand o di un prodotto ed è anche un ottimo palliativo quando non vi sono delle idee forti comunemente condivise da un certo target, a cui si propone il tutto.
Il testimonial, infatti, rappresenta sempre un mondo ed un modello ideali a cui il consumatore tende o a cui aspira.
Il limite è rappresentato dal fatto che, se si prende ad esempio un giocatore di football, non tutti si identificheranno con lui, perchè non tifosi del medesimo team.
Lo stesso potrebbe accadere con personaggi scelti in altri ambiti, che non a tutti possono piacere, vista la maggior diversificazione nell'ambito della società odierna. ( quindi, a volte, potrebbe rivelarsi anche un limite se la scelta non è oculata ).

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Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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6 dicembre 2019
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