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Niklas Lindahl
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Niklas Lindahl
CEO Optimized Group

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Con tutto il rispetto per Seth Godin, non credo che questo genere di pensiero si possa attribuire a lui. Concettualmente, è come dire “less is more”, legge universale della sintesi pubblicitaria. Ma se si parla di investimento economico, allora non sono d’accordo: mi sembra un’affermazione di resa, una ritirata, come dire che, a causa della crisi, bisogna accontentarsi, e questo è intrinsecamente sbagliato.

Direi che l’ottimo è implementare un approccio lean, cioè iniziare ogni attività con un piccolo budget, da aumentare esclusivamente dopo aver identificato come profittevole il canale sul quale si è investito. Così, si crea growth engine: bisogna investire per avere un ritorno d’investimento massivo, seguendo il ROI target.

Ecco perché non direi che il piccolo è il nuovo grande, no: direi che si parte dal piccolo per arrivare al grande, che è molto diverso.

Persino l’Impero Romano è stato costruito a piccoli passi, città dopo città, conquista dopo conquista…

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Ça va sans dire: golden years are over. Ma la riduzione dei budget non è necessariamente negativa, anzi, per noi che abbiamo fatto dell’ottimizzazione a 360 gradi il nostro core business, suona più come un’opportunità che come un minus.

È un concetto di Darwin, la selezione naturale: quando c’è poco per sopravvivere, solo i soggetti più adattabili sopravvivono. Una strategia di comunicazione vincente deve essere ROI oriented, che non significa ridurre il budget ma farlo fruttare al meglio.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Dipende dal canale: per Google Adwords si possono impostare messaggi diversi, settati ad hoc sul cliente. Anche sui Social Media si possono creare campagne sempre più profilate sull’utente, se si parla di Facebook PPC ad esempio. In generale, se si tratta di push-marketing l’utente è necessariamente singolo e specifico, mentre se si tratta di pull-marketing bisogna parlare a un target più ampio.

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