ENTRARICERCA

Angelo Faravelli
Partner e Responsabile Clienti Advance

faravelli

Iniziamo parlando del progetto Mukka Bialetti. Come è nato questo pack?

Nel corso di questi ultimi anni abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti ai progetti creati per Bialetti Industrie Questa volta abbiamo contribuito alla ricreazione dell’identità visiva di un prodotto estremamente valido ed innovativo : il cappuccinatore, una “macchina da fuoco” che sembra una caffettiera ma che fa un’ottimo cappuccino. Approcciando il progetto, abbiamo scoperto che, nell’orario delle colazioni, il fatturato maggiore del settore della caffetteria bar viene prodotto proprio grazie alla vendita di cappuccino. Se uniamo questa constatazione al fatto che per molti stranieri l’Italia è famosa più che per il caffè, sopratutto per il cappuccino, abbiamo una decisa conferma dell’efficacia del prodotto, che va a comare una lacuna di mercato, uno spazio vuoto. Siamo partiti dallo studio del brand del nuovo prodotto dedicato ad un target moderno intorno ai quaranta anni. Il packaging ribadisce la cromia che contraddistingue il prodotto, creando un’efficace continuità che attira immediatamente l’attenzione degli utenti. Il mantello maculato si trova infatti sia sulla caffettiera che sul pack . Oltre a colpire suscitando emozione, la confezione spiega comunque sui lati come funziona il prodotto, e ne illustra l’estrema semplicità di utilizzo.

Quale è il suo pensiero riguardo alla creatività?

La maggior parte dei nostri clienti vende i propri prodotti nella grande distribuzione che ha esigenze molto particolari in termini di comunicazione di prodotto. L’obiettivo primario ogni volta è quello di trovare il giusto compromesso tra emozione ed informazione. La confezione deve infatti essere “appealing” ma anche “autovendente”.Tutte le scelte riguardanti la progettazione dei pack devono essere chiare per evitare possibili fraintendimenti in modo da creare un progetto unico e personale.
La sfida di ogni progetto professionale è tesa a creare valore aggiunto al prodotto, senza dimenticare che l’obiettivo finale è vendere!! Penso che il grande creativo nasca già predisposto ad eccellere nel suo campo. anche se poi la passione e la naturale predisposizione devono essere coltivate. imparando ogni giorno qualcosa di diverso.

Qual è l’ apporto delle nuove tecnologie?

Si tratta di una vera battaglia. E’ necessario tenersi aggiornati costantemente, a più riprese, diverse volte all’anno. La tecnologia ha aiutato i processi di produzione, determinando una accelerazione dei tempi e semplificando diverse procedure. Non dobbiamo però dimenticare che la creatività è sopratutto pensiero e gli strumenti tecnologici sempre più consentono al cliente di pretendere risultati con tempi ritenuti impossibili fino a pochi anni addietro. Il compito all’agenzia deve essere quello di imporre il proprio stile e utilizzare tutti gli strumenti che possano consentire di lavorare velocemente, ma non di fretta. Il nostro processo creativo è in un certo senso artigianale e credo che la tecnologia debba subentrare in un secondo momento. Questo atteggiamento è fondamentale per aspirare sempre all’eccellenza ed evitare di rendere tutto troppo omogeneo.

Come pensa che sia stia sviluppando la Formazione nel nostro settore?

La situazione rispetto al passato è parecchio migliorata. Da alcune fonti vicine alle maggiori associazioni del settore della comunicazione si evince che in moltissime università sono presenti oramai corsi di comunicazione e che ogni anno ci sono più di diecimila tra laureati e diplomati in comunicazione. Esistono inoltre molte scuole di specializzazione in creatività e grafica. Mi auguro quindi che si instauri un rapporto sempre più forte tra agenzie e scuole. A mio parere è fondamentale che ogni aspirante professionista della comunicazione si formi sia a scuola sia sul campo.

Un augurio per il futuro del vostro settore...

Auspico che nel settore del Brand e Packaging Design continui a crescere l’ interesse da parte delle aziende e la professionalità da parte delle agenzie di progettazione. Negli ultimi anni infatti le aziende hanno iniziato a dare davvero importanza al brand : il riconoscimento che riceviamo giornalmente dai nostri clienti è molto importante per trasmetterci entusiasmo e sempre maggiori motivazioni.Packwatch (www.packwatch.com), l’osservatorio/laboratorio sul packaging, di cui io sono uno dei fondatori, ha recentemente promosso una ricerca, tra gli addetti al marketing delle aziende, sul ruolo del pack, Ebbene, tra le altre cose, è emerso che la maggior parte dei manager è convinto che un pack ben progettato riesca a conferire valore al prodotto , e ciò sia ben percepito anche da consumatore finale.Un ottimo risultato davvero per un media come il packaging, piuttosto sottovalutato solo 3 o 4 anni fa.

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6 dicembre 2019
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