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Valentina Iodice
Storytelling: l'Arte di raccontare storie in Comunicazione

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Valentina Iodice
Content e project manager - Eikon

Come utilizzare oggi in modo innovativo lo storytelling a partire dai suoi elementi costitutivi?

Se è vero che il background della semiotica è sempre quello e la narrazione di Testa seguiva le medesime regole da cui tutt’ora attingiamo, è altrettanto vero che oggi è molto più difficile rendersi interessanti considerata la mole di messaggi in circolazione e presi i cambiamenti del panorama tecnologico/culturale.

Stupire non basta più. Credo quindi che si possa parlare di utilizzo innovativo dello storytelling quando personaggi, funzioni e schemi, adattandosi a questo nuovo contesto, saturo e più esigente, riescono a raccontare attraverso una forma originale contenuti sempre più 'reali' e specifici.

Emozionare oggi significa soprattutto sapersi avvicinare e se lo si fa attraverso una prospettiva di market-with, attraverso gli spunti di contenuto che ci fornisce il fruitore, la narrazione saprà essere coinvolgente e convincente perché più vicina alla sensibilità e all’intelligenza collettiva.

Funziona quindi raccontare immaginando personaggi in grado di accattivarsi il pubblico; storie che siano belle da ascoltare e grado di creare un immaginario e non ultimo scegliere i canali migliori per valorizzare le storie stesse.

Se lo storytelling è anche strumento per gestire al meglio la comunicazione, quali sono gli ingredienti per creare un brand di successo e quali le strategie per mantenerne alta la reputazione?

Per prima cosa credo che le marche debbano iniziare a parlare la stessa lingua del pubblico di riferimento se vogliono coinvolgere ed ingaggiare, e questo riguarda soprattutto la forma della comunicazione. Ma è sempre più importante avere grande cura di coloro che lavorano per la marca, perchè una buona brand reputation non può prescindere dal valore che il corporate attribuisce alla stessa. Per quanto riguarda la sostanza: sincerità, concretezza e realismo sono ormai indispensabili per conquistare e mantenere la fiducia.
Essere presenti, vicini e nei giusti ‘spazi’, completa poi nel lungo termine.

Quali diventeranno in un prossimo futuro le qualità più richieste ai professionisti? Come il cambiamento del mondo della comunicazione ci può guidare a nuove vie?

Sarebbe già un grande passo tornare a saper riconoscere e valorizzare la professionalità nel marasma di improvvisazione che negli ultimi anni ha preso il sopravvento. Dando per scontata formazione ed esperienza, mi piace pensare che un ottimo bagaglio culturale, tanta curiosità, la capacità di distinguere quello che ha valore dal superfluo ed empatia possano essere ancora le qualità che faranno la differenza.

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6 dicembre 2019
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