ENTRARICERCA

Alberto Di Capua
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Alberto Di Capua
Progettista e Formatore per le MPMI. Blogger e Social Media Marketer

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Piccolo è il nuovo grande’ (Seth Godin) l’abbiamo inteso come un ‘piccolo’ che, date le sue dimensioni, trova un grande vantaggio nel mettersi insieme ad altri ‘piccoli’ per fare business di qualità. Di qui una riformulazione della frase in “Piccolo è bello ma fare rete è meglio”.

Parliamo di nuove sfide in ambito turistico, che si traducono in aggregazioni di soggetti che operano in diversi settori (commerciale, artigianale, intrattenimento) e che “competono collaborando”, facendo leva su una massa critica di risorse complementari o aggiuntive necessarie per creare offerte di valore superiore a quelle che potrebbero erogare singoli operatori per la clientela.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Il vantaggi, del ‘competere collaborando’ risiedono nell’opportunità di formulare proposte più organiche ed efficaci al mercato (es. per numero di camere, per tipologia di pacchetto integrato, ecc.) e occasioni di risparmio di costi nella gestione dei processi aziendali dei diversi partner (es. approvvigionamenti, partecipazione a fiere, gestione di portali di prenotazione, comunicazione e web marketing, formazione e selezione, customer care, gestione trasporti e logistica, ecc.).

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Il modello organizzativo proposto è quello di rete a ‘doppio legame’ (Forte/debole), che non ha nulla a che vedere con l’omonimo modello del sociologo M. Granovetter. Esso, infatti, poggia le sue basi da un lato sui legami (forti) delle strutture ricettive con talune tipologie di operatori (tipicità eno-gastronomiche, prodotti dell’artigianato locale, servizi di intrattenimento e di animazione, servizi per lo sport e il benessere, servizi per l’esplorazione del territorio, servizi balneari, e così via), in un rapporto di valorizzazione reciproca e di aumento della qualità dell’offerta nei confronti dei turisti che soggiornano presso le proprie strutture. Dall’altro, sull’esistenza di altri numerosi soggetti, fuori della rete (legami deboli), che mostrano interesse nel tempo di aderire al network, facendo una ‘proposta di valore’.

La difficoltà maggiore nel creare un network a ‘legame forte’ è quella di generare un sentimento di fiducia reciproca tra i possibili partner. La fiducia è la risorsa invisibile a maggior valore, sebbene non si scambi sul mercato, in quanto è il presupposto per la collaborazione. Vi sono inoltre difficoltà legate al cambio di prospettiva culturale degli operatori, che devono passare da una prospettiva di gestione isolata ad una modalità condivisa con i partner.

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6 dicembre 2019
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