ENTRARICERCA

Alessandro Mazzù
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Alessandro Mazzù
Consulente e Formatore di Mktg & Comunicazione
CEO @ QADRA.NET

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Oggi, in un momento storico nel quale le aziende credono (erroneamente) che la soluzione per arginare la crisi sia quella di tagliare il budget relativo alla comunicazione ed al marketing, in un periodo nel quale, grazie alla sempre maggiore velocità di connessione si può lavorare anche dal tablet in qualunque punto del mondo, le realtà imprenditoriali piccole e snelle sono quelle che hanno maggiori possibilità non solo di sopravvivere ma anche di avere successo.

Queste realtà, che io definisco “i nuovi piccoli”, ovvero coloro che per scelta e non per necessità decidono di essere e di restare piccoli, sono quelli destinati, grazie alla libertà intrinseca di cui si sono dotati, con maggiore velocità ed agilità a sviluppare partnership, a sviluppare sinergie ed a immaginare strategie laterali o alternative per raggiungere gli obiettivi prefissati. I nuovi piccoli hanno sfruttato al meglio una evoluzione storica nella quale è la specializzazione ad essere il trend vincente.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

I media sociali hanno oggi una importanza enorme all’interno della pianificazione strategica. L’utilizzo di questi media non richiede budget enormi ma idee vincenti. Facebook in particolare ed i Social Network in generale hanno generato grandissima visibilità per idee nuove, originali e fuori dagli schemi. Questo fa si che oggi si possa sperimentare molto di più rispetto a qualche tempo fa.

La sperimentazione non porta come diretta conseguenza al successo, è ovvio, però permette, a chi riesce a comprendere le logiche e le dinamiche alla base della presenza e del comportamento delle persone sui Social Network, di avere maggiori possibilità di distinguersi e di farsi notare. Questo offre maggiori possibilità di successo.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Un altro enorme vantaggio offerto dai media sociali è quello di poter dialogare one to one con le persone. Davanti al numero di fan di una pagina Facebook, ad esempio, c’è chi vede solo un numero e chi invece va oltre, analizzando chi sono le persone che seguono quella determinata pagina suddividendoli in gruppi che si intersecano e si sovrappongono tra loro attraverso variabili geografiche, demografiche, psicografiche e comportamentali. Questi dati sono la vera ricchezza, quelli che permettono di riuscire ad instaurare un dialogo diretto focalizzato sulle persone.

Un dialogo che per sua stessa natura, avvenendo sui media sociali può essere più informale, meno freddo e distaccato rispetto alla tradizionale comunicazione verticale tipica dei siti web aziendali. Dialogo che deve avvenire spostando il fulcro della comunicazione dall’azienda alle persone. Solo mettendo le persone “al centro” si possono avere benefici dall’utilizzo dei Social Network.

Metter le persone al centro significa anche e, forse soprattutto, ascoltare. Non tutte le aziende sono ancora disposte ad ascoltare. Molte aziende tendono solo a parlare, pretendendo che gli altri debbano (non si capisce bene per quale motivo) ascoltare.

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19 novembre 2019
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