ENTRARICERCA

Daniele Carrer
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Daniele Carrer
CEO Dafactory

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

La sfida del mondo che sta venendo avanti si basa sulla velocità di prendere decisioni e una struttura piccola, dove le scelte importanti vengono prese da poche teste, è l'ambiente ideale perché questo succeda.
A tutti sarà capitato di trovarsi in interminabili riunioni dove non si decide nulla, perché non si è mai mossi solo dal desiderio comune di uscirne con il progetto migliore, ma si devono sempre accontentare tutti i gruppetti di potere che partecipano alla costruzione dell'idea. Situazioni di non decisione come quelle sono sempre meno tollerabili in un mondo che richiede di adattarsi giorno per giorno a scenari che cambiano in continuazione.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Il mondo sta cambiando e questo si può affrontare in due modi: continuando a lamentarsi che i clienti spendono sempre meno e vogliono sempre di più finché quegli stessi clienti andranno da un'altra parte o interpretando il cambiamento e adattando la propria creatività agli strumenti tecnologici che stanno venendo avanti. Io mi occupo soprattutto di video e reputo di un'ignoranza intollerabile il trovare in rete gli stessi spot della televisione, perché sono due mezzi completamente diversi.

Youtube attraverso gli analytics ti permette di vedere secondo per secondo la curva delle viualizzazioni, la fidelizzazione relativa rispetto agli altri filmati della stessa durata, oltre che di targettizzare gli spettatori in un modo infinitamente migliore di Auditel. Mi chiedo: sono dati su cui gli uomini di marketing fanno delle analisi sufficientemente serie? Altra cosa di una banalità estrema ma su cui nessuno riflette: gli spot instream di Youtube vengono addebitati solo se lo spettatore li guarda per più di 30 secondi. In quanti modi creativi può essere interpretata questa regola? Io posso ribaltare completamente i princìpi della comunicazione costruendo un video per evitare che chi lo guarda vada oltre quel punto, ma visto che il riferimento culturale di tante Agenzie è ancora Carosello quasi nessuno ci pensa.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

La possibilità che Facebook dà di cercare un cliente in base a mille variabili, dal titolo di studio fino al suo gruppo musicale preferito, è un'innovazione straordinaria che bisogna saper cogliere. Attenzione però che la comunicazione sui social network, se governata maldestramente, può portare solo danni.

Io non credo ciecamente nel vecchio motto “...purché se ne parli”, perché a volte vedo alcune bacheche e mi viene spontaneo farmi la stessa domanda che mi faccio quando guardo certi programmi televisivi: se fossi un brand, vorrei vedere il mio nome lì dentro? La comunicazione bidirezionale, quando avviene in uno spazio pubblico come Facebook, per definizione racchiude una variabile impossibile da controllare.

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6 dicembre 2019
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