ENTRARICERCA

Luciano Aiello
Small is the new big: uno spunto di riflessione di tendenza nell'attuale mondo della comunicazione.

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Luciano Aiello
Co-founder & Art Director Curve Creative Studio

Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Penso che Seth abbia fotografato benissimo la tendenza in corso negli ultimi anni, innescata soprattutto da internet e dalle nuove potenzialità comunicative. Sicuramente stiamo attraversando un periodo di forte cambiamento, un'evoluzione radicale nel modo in cui il mondo del lavoro viene concepito, e va da sé che tutti i valori che ne fanno parte debbano essere rivisti alla luce di un approccio intelligente al marketing strategico e ai nuovi modelli di business. Ciò che mi colpisce della riflessione di Seth Godin è, ancora una volta, la capacità di raccontare questa transizione con semplicità. “Piccolo” e “grande” sono concetti essenziali: arrivano a tutti, stimolano il dibattito. Ed è un dibattito necessario.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

Vista la riduzione dei budget in quasi tutti i settori, credo che oggi il successo di un progetto sia fatto di piccoli investimenti e buone idee. Lavorare con budget inferiori può avere anche un risvolto positivo, in termini di qualità: in genere, un cliente con un budget limitato a disposizione è più attento al ROI, perché vuole che il proprio investimento renda al massimo. Lo stesso vale nella comunicazione. Chi si rivolge a una piccola agenzia di pubblicità può contare su un rapporto più diretto: sa che il fondatore è coinvolto in maniera maggiore nel progetto e nell'interazione con i clienti.

L'attuale panorama creativo ci dimostra che non è efficace finanziare grandi e cattive idee, quando si possono fare piccoli investimenti in piccole imprese con buone idee, raggiungendo un migliore risultato.

D'altra parte, non è detto che disporre di un budget ridotto “aguzzi” l'ingegno di chi non ce l'ha. Anzi, è proprio in tempo di crisi che le vere capacità vengono fuori.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

Credo che sia cambiato il modo di concepire il rapporto tra produttori e consumatori finali. Le aziende hanno capito che, per rimanere competitive sul mercato, non possono più limitarsi a promuovere il proprio prodotto o servizio, aspettando quasi passivamente che il consumatore recepisca il messaggio e acquisti. Bisogna instaurare un dialogo con le persone, entrare in relazione a 360 gradi, su più canali. Non si tratta solo di vendere, ma anche di esistere, esserci ed essere ancor più presenti, riconoscibili.

In questo senso, il web e il monitoraggio stanno offrendo un contributo senza precedenti nel raggiungere il target, ma anche nell'individuare con certezza tempi e obiettivi. Bisogna proseguire su questa strada, senza dimenticare che, come scrive Seth, “piccolo è il nuovo grande solo quando la persona che esegue il piccolo pensa in grande”.

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6 dicembre 2019
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