ENTRARICERCA

Federica Pierattelli
Consumer Playmaker: Nella delicata fase d’arrivo presso l’audience di riferimento, quali sono le condizioni che regolano la buona ricezione del messaggio?

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Federica Pierattelli
General Manager Universal Production Music Italy

L’utente come percepisce la diversa tipologia di messaggi nell’affollamento quotidiano degli avvisi pubblicitari? Quale tipo di engagement risulterà maggiormente gradito?

La divisione Universal Production Music che dirigo è quotidianamente impegnata a studiare e coordinarsi con i tecnici pubblicitari per realizzare campagne che, anche per merito di musiche capaci di esaltare il valore delle idee, risultino fortemente personalizzate per attraenza emozionale e credibilità, capaci cioè di emergere nell’ambito comunicativo sovraffollato di oggi.
L’attuale scenario economico, sociale e tecnologico, il succedersi delle generazioni sempre più avvezze agli strumenti evoluti della televisione e radiofonia, al web, alla nuova era della multimedialità, mostra un quadro di utenza molto differenziata - oltre che per età - per cultura, gusti, appartenenza, risorse. La pubblicità è dunque inevitabilmente percepita per fasce sia riguardo al genere di prodotti proposti, sia per la capacità attenzionale dei messaggi e, non ultimo, per il mezzo con il quale si è di volta in volta realizzato il contatto.

Spesso non ci accorgiamo di quanto gli algoritmi stiano pilotando le nostre scelte attraverso l'utilizzo dei Big Data. Quale sarà Il futuro della comunicazione? Sarà esclusivamente Data Driven o c’è la possibilità di una svolta creativa Human Driven?

È certo che l’era evolutiva in atto sta conducendo con impressionante velocità a cambiamenti fondamentali della società, a cambiamenti dell’informazione e della comunicazione che potrà mostrarsi sempre più in grado di rivolgersi direttamente al singolo grazie a big data, algoritmi e, chissà, intelligenze artificiali in grado di concepire anche efficaci campagne pubblicitarie... Parrebbe avviato un percorso robotizzante del genere umano con inevitabile isolamento delle persone che, per natura, abbisognano invece di socialità, di emozioni, di attenzioni; per questo credo che la tendenza necessaria da perseguire nel realizzare campagne pubblicitarie debba essere quella di coniugare tradizione e innovazione dei prodotti restando in linea con criteri di credibilità e sostenibilità che corrispondano alle attese dei consumatori per qualità e prezzo, indici determinanti per l’identificazione e il successo.

All’interno di un mercato sempre più esigente e competitivo, l’elemento cardine per le aziende resta la reputazione, attraverso la quale sono quotidianamente sotto esame da parte dei consumatori. La sostenibilità può aggiungere personalità al brand, suscitando un interesse più marcato nelle nuove generazioni?

Dare senso oggi al concetto di sostenibilità è certamente, a mio parere, una imprescindibile necessità e quindi un dovere a cui si è chiamati di fronte ad una situazione globale oramai di emergenza per i temi ecologici, sociali, economici. Credo che le Aziende che parlano di sostenibilità, certamente attente all’immagine e alla credibilità da cui innegabilmente dipende la loro sopravvivenza, mostrino innanzitutto maturità imprenditoriale che si sostanzia nella capacità di affrontare il mercato con prodotti e servizi che si definiscono “sostenibili” in quanto orientati al rispetto della salute e dell’ambiente. Non meno importante è la corretta gestione delle risorse che anch’essa deve necessariamente realizzarsi all’insegna della sostenibilità.
La stessa Azienda dove io lavoro si pone in questi termini. In particolare il mio dipartimento Universal Production Music ha attuato una politica di sostenibilità eliminando ormai da diversi anni il CD come supporto fisico. Ricordo che il primo music provider a divenire digital-only fu Killer Tracks, uno dei nostri più importanti repertori americani nel settore Production Music. Era il Gennaio 2010.

Quanto infine al considerare l’utenza pronta a scelte etiche di marca, credo che – proprio grazie alla qualità formativa della comunicazione messa in atto ad oggi – si possa dire che è già un fatto.

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Ultimo aggiornamento:
10 novembre 2019
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