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Franco De Amici Responsabile New Business Carlo De Amici Pubblicità & Marketing
Le Interviste Mediastars XII Edizione

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Franco De Amici
Responsabile New Business Carlo De Amici Pubblicità & Marketing

La comunicazione può fare squadra?

La comunicazione deve fare squadra per forza. E se esiste una squadra, deve assolutamente esserci un coach. Credo che poi la qualità del coach sia importantissima, fondamentale anche nel caso della gestione di forze esterne da integrare ai creativi interni all’agenzia. Personalmente sono stato un precursore per l’utilizzo sistematico della collaborazione con i freelance, fondando appunto Selection, che già dal nome lascia presagire una sorta di selezione dei creativi.

Dunque, quale sarebbe la sua idea riguardo i creativi freelance?

Penso che i freelance si dividano in due categorie: i talenti creativi e i senzalavoro. Bisogna impegnarsi nel trovare i primi, e cercare di gestirli con imparzialità, motivandoli per integrarli per migliore modo a coloro che lavorano già all’interno dell’agenzia. I freelance spesso hanno la fama di vittime del sistema, ma in realtà si fanno pagare bene e subito, quindi talvolta sono anche privilegiati. In più, incarnano lo spirito di competizione. Quando capita di gareggiare per un cliente infatti, è giusto che i gruppi di lavoro esterni diano battaglia a quelli interni, sempre nell’ambito della stessa agenzia. Credo poi che il vantaggio nell’utilizzo di questo modello di struttura, sia quello di poter sfruttare l’effetto fisarmonica, ovvero: quando si ha tanto lavoro si tende ad assumere personale, quando il lavoro diminuisce però…. Usando i freelance, puoi collaborare con loro solo quando ne hai bisogno senza dover licenziare nessuno. Per questo oggi è molto diffuso il loro utilizzo. Sfruttare il turnover, come nelle squadre di calcio, adesso va di moda, ma trenta anni fa tutto questo non accadeva.

Come si immedesima nel ruolo di coach?

Recentemente mio figlio ha aperto la sua agenzia, (www.carlodeamici.com) sono stato il primo a fargli rilevare che l’errore più grande che si possa fare, è quello di puntare solo su sé stessi. Non sempre agire in prima persona è la cosa migliore da fare, certe volte è necessario saper lavorare come coordinatori, coinvolgendo tutto il team verso un unico obiettivo. Inoltre credo che sia fondamentale utilizzare sempre forze fresche, e avere il coraggio di osare. Capita spesso di trovare le campagne migliori nel cestino della carta straccia. In definitiva penso che il migliore motto sia: c’è sempre qualcosa di meglio. Questa è la chiave per mantenere la motivazione. Anche davanti ad un capolavoro.

Come Le è sembrato il clima all'interno della giuria? Ci sono altre realtà che includerebbe nelle giurie delle prossime edizioni?

Dato che continuiamo a parlare di mondo globale, personalmente avrei cercato di far partecipare rappresentanti di qualche agenzia internazionale, magari addirittura dagli Stati Uniti. Tra le aziende è più facile trovare delle multinazionali, mentre per le agenzie capita raramente. Credo che aumentare la presenza di forze internazionali possa aumentare il blasone dell’iniziativa.

MediaForm

Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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25 marzo 2020
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