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Luca d'Alesio
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Ispirazione e produzione creativa. L’ispirazione ci accompagna, e come si dice non dà preavvisi, la produzione spesso conferma le idee e il lavoro di team produce sempre i migliori risultati.

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Luca d'Alesio
Direttore Creativo
Touché

Come nasce l'ispirazione, per un creativo di oggi? Dove traiamo la nostra "ispirazione" che ci porta a rivelare ciò che esiste ma è nascosto?

Fare pubblicità, idearla e realizzarla concretamente non è un’operazione semplice. Oggi più che mai, occorre studio, professionalità, acutezza di immaginazione e un pensiero sempre attento all’evoluzione della realtà circostante.

Tutto parte da ciò che dobbiamo comunicare: dobbiamo conoscere a fondo il Brand, il prodotto o il servizio, il mercato nel quale si compete, la concorrenza e valutare i migliori canali e mezzi di comunicazione da utilizzare. Dopodiché bisogna stringere un legame tra ciò che si è appreso e i bisogni del consumatore, ossia capire quali sono le loro esigenze che il nostro, prodotto o servizio, può soddisfare (il benefit).

Solo dopo aver determinato “cosa dire”, “dove dirlo” e “a chi dirlo”, deve seguire il “come dirlo”, che è la parte discriminante tra l’indifferenza e il successo di qualsiasi forma di comunicazione.

La qualità del messaggio ha un ruolo essenziale, determinante e richiede capacità di inventiva, conoscenze psicologiche e sociali, cultura, volontà di osare e notevoli doti espressive.

Infine dovrebbe esprimersi attraverso componenti emotive e poetiche, in grado di attrarre, coinvolgere e convincere chiunque ne entri in contatto.

Scrivo “dovrebbe”, in quanto assistiamo perlopiù a comunicazioni sciape e noiose che non destano alcun interesse.

Mentre la creatività pubblicitaria è quella capacità, non tanto per natura ma per studio ed esercizio specifico, di trovare soluzioni “imprevedibili” a problemi logicamente posti.
Più studiamo e siamo allenati nelle nostre professioni, più riusciremo a raggiungere gli obiettivi dei nostri committenti.

Come riconoscere la consapevolezza delle proprie competenze nel nostro ambito lavorativo? Come misurarsi con questo aspetto nello svolgimento dell'attività professionale?

Tutti siamo convinti di eccellere nel nostro campo, di essere i migliori professionisti, esattamente come potremmo essere convinti di avere, per esempio, la febbre. C’è uno strumento che ci rende consapevoli di questo: nel caso della febbre, si chiama “termometro”. Nel caso delle proprie competenze, si chiama “risultati”. I risultati del nostro lavoro pubblicitario si misurano in due modi, dove uno non esclude l’altro: le vendite dei nostri clienti e come gli altri professionisti della comunicazione giudicano il nostro operato. Quest’ultimo punto è simile all’onore delle armi, e si traduce in riconoscimenti, premi vinti e pubblicazioni su giornali, blog, siti di settore e soprattutto libri, specie se internazionali.

Tutto questo porta ad avere più credibilità agli occhi dei nostri clienti, attuali o prospect e ad ottenere da loro più rispetto. Poiché è pieno di ciarlatani che si improvvisano nel nostro mestiere ed è essenziale anche per le aziende riuscire a discernere gli uni dagli altri.

Nel nostro mondo condiviso non ci si può più permettere di agire da soli. Con chi costruire alleanze per rispondere alle esigenze del mercato di oggi?

“Fare squadra” oggi con persone di differenti background complementari, skillate professionalità e soprattutto, unite dagli stessi feeling e obiettivi, è fondamentale per la crescita reciproca e il successo imprenditoriale!

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8 giugno 2021
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