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Eugenio Bini
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Ispirazione e produzione creativa. L’ispirazione ci accompagna, e come si dice non dà preavvisi, la produzione spesso conferma le idee e il lavoro di team produce sempre i migliori risultati.

Eugenio Bini

Eugenio Bini
Art Director e Project Manager MAND

Come nasce l'ispirazionei? Come riconoscere la consapevolezza delle proprie competenze nel nostro ambito lavorativo? Con chi costruire alleanze per rispondere alle esigenze del mercato di oggi?

In principio Dio creò il cielo e la terra. E proprio in quel momento di divina invenzione il mondo conobbe per la prima volta l’attitudine alla creazione. Non è un caso quindi se l’etimologia della parola più inflazionata al mondo è comunemente fatta risalire alla parola Kartr, che in sanscrito definisce “colui che crea dal nulla”. Ma cos’è davvero la creatività? Da dove nasce?
Nel corso del tempo, molti autori e personaggi di spicco hanno tentato di dare una loro personale interpretazione approcciando numerosi aforismi e suggerendo altrettante definizioni. Ciò che è chiaro è che la creatività è un processo culturale estremamente complesso e, fortunatamente, non decodificabile, almeno per il momento. Ma da dove parta l’ispirazione non è ancora del tutto chiaro.

“L’occhio vede ciò che la mente conosce” affermava Goethe all’alba del XIX secolo. Ed è proprio vero. Se non conosciamo qualcosa non avremo ragione neppure della sua esistenza. In questo senso la curiosità gioca un ruolo fondamentale nella scoperta e nella crescita umana e professionale. Il problema, quindi, è ben più ampio di quanto non si possa pensare e coinvolge ciascuno di noi. Per attivare la cosiddetta intelligenza emotiva è necessaria una predisposizione al cambiamento. Al contrario la tendenza più comune di non varcare la zona di comfort può generare uno stato di paralisi e, in definitiva, l’incapacità di leggere o dar senso alla realtà. Prima di parlare di creatività, bisognerebbe dunque riconquistare la forma del pensiero. In fondo, a pensarci bene, non c’è nulla di più analitico del processo creativo.

Superato questo scoglio c’è poi il problema della scelta. Il processo di selezione è fondamentale. Solo così è possibile raggiungere la dimensione più matura della consapevolezza. E la consapevolezza dell’eccezionalità e della professionalità del creativo è ancor più necessaria in questo momento storico per un duplice ordine di ragioni. La prima è che l’intelligenza artificiale e i big data hanno già vinto la sfida della velocità e della precisione in attività programmabili di carattere ripetitivo. La seconda è che i problemi con cui siamo chiamati a confrontarci sono sempre più complessi e, oltre alle competenze tecniche specifiche, oggi viene richiesto un approccio creativo e sistemico ispirato al metodo del problem solving e alla cooperazione.

Secondo quanto affermato da Forrester Research nel prossimo futuro le agenzie di comunicazione scompariranno o, quantomeno, sarà messo in crisi il modello attorno al quale si sono formate. Già nel 2017, Business Insider mappava lo stesso scenario. E non è un segreto che in quest’ultimi anni, molte realtà nazionali ed internazionali abbiano subito un’inedita battuta d’arresto.

Oggi vengono premiate flessibilità e strutture snelle, capaci di attivare un network professionale ad hoc in funzione delle esigenze specifiche, fornendo altissime competenze in tempi brevi e a costi competitivi. In un contesto così definito, è fondamentale stringere nuove alleanze per adattarsi con rapidità ad un mercato sempre più mutevole. Non è forse un caso che nelle consultazioni e nelle gare dei brand più importanti del nostro Paese (e non solo), si assista sempre più spesso alla partecipazione di realtà che poco hanno a che fare con le agenzie in senso stretto tra le quali si osservano gruppi editoriali, agenzie stampa, centri media, aziende tech e molte altre realtà ibride.

Insomma, la creatività salverà ancora il mondo, ma come al solito lo farà in modo creativo. In una recente intervista John Hagel, include designer e creativi nella lista dei profili più richiesti per il prossimo futuro e afferma che “un numero sempre maggiore di clienti richiederà lo sviluppo di esperienze, piuttosto che di prodotti”. Forse allora, più che di comunicazione, dovremo presto parlare di industry dell’attenzione. Ma questa è un’altra storia.

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Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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Ultimo aggiornamento:
1 ottobre 2021
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