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Daniele Buzzurro Direttore Creativo e Titolare Dreamyourmind
Le Interviste Mediastars XII Edizione

Senza titolo

Daniele Buzzurro Direttore Creativo e Titolare Dreamyourmind

Come Le è sembrato il clima all'interno della giuria?

Ci e' sembrato un bel clima, molto fresh e giovane - anche se purtroppo non siamo potuti essere presenti di persona, è stata una grande esperienza - formativa anche per noi - che certamente ripeteremo anche l'anno prossimo se ce ne sarà l'opportunità.

Come valuta l'organizzazione del premio Mediastars?

L'organizzazione la valutiamo positivamente, mi è piaciuta.

Quali sono, secondo Lei, gli aspetti più innovativi del premio?

Gli aspetti più innovativi del premio sono il distaccarsi da quelle che sono le realtà classiche della pubblicità - secondo noi un po’ vecchie ormai meno legate alla televisione, e il suo aprirsi anche alle nuove forme di pubblicità, in particolare legate al web, che stanno guadagnando sempre più spazio ogni giorno che passa.

Vi chiediamo di parlarci del materiale (campagne, progetti, siti...) che avete valutato nell'ultima edizione del premio Mediastars. Nel complesso, come valuta il materiale in concorso?

Il materiale era di buon livello, anche se certamente si poteva ancora andare + su come livello, comunque il livello era buono.

Come Le è sembrato il livello qualitativo generale? Le è sembrato rappresentativo della produzione del settore?

Si, abbastanza, anche perchè c'è molta autoproduzione nel settore che noi seguiamo, per cui il livello ci è sembrato certamente rappresentativo di una realtà molto stratificata ma comunque in crescita.

Quali criteri ha adottato, secondo quali parametri ha espresso il suo giudizio?

I criteri sono stati di ordine grafico/estetico, comunicativo e funzionale. mixando questi tre criteri abbiamo ottenuto una vision chiara del valore dei singoli progetti.

E' stato facile esprimere un giudizio? Ha avuto qualche difficoltà, qualche incertezza nella valutazione?

Esprimere il giudizio non è stato semplicissimo, ma una volta trovato il giusto valore di parametri, la cosa è stata poi molto interessante e intrigante da svolgere.

La comunicazione può fare squadra? In un mercato sempre più competitivo la motivazione e la forza del gruppo possono essere ciò che fa la differenza. Quali possono essere a Vostro giudizio le potenzialità di un buon coaching?

A livello di professionisti, per noi la squadra è fondamentale. I tecnici e gli account sono sempre divisi in squadre, e non operano mai come dei soggetti singoli. Le squadre però sono piccole e flessibili, non più di tre persone insieme, per permettere la gestione della lavorazione in modo rapido ed efficace. Nelle squadre abbiamo sempre un coodinamento di una figura più esperta che funge quindi un po’ da coach, in modo tale da non far perdere la giusta direzione ai ragazzi. Questo è lo stesso modo in cui io opero come docente di corsi professionali del mio settore: cerco sempre che i ragazzi, facendo squadra, tirino fuori i rispettivi punti di forza, e li matchino insieme per arrivare ad ottenere un qualcosa di grosso valore specifico che un singolo difficilmente sarebbe riuscito a tirare fuori.

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15 novembre 2019
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