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Federico Di Benedetto

Il viaggio del Messaggio: Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi...

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Federico Di Benedetto
Marketing & PR @ Squeezol
www.squeezol.com

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Diamo molta importanza all'ascolto del pubblico. E' la fase iniziale e senza ombra di dubbio quella più importante. E' impossibile realizzare qualcosa di realmente utile, sia esso un prodotto, servizio oppure un articolo, se prima non abbiamo investito tempo a sufficienza nell'ascolto del nostro target di riferimento. Raccogliamo e analizziamo i feedback degli utenti attraverso diversi mezzi: keywords più cercate nei motori di ricerca nel nostro settore, dati provenienti dai nostri canali social ma soprattutto incontri a quattr'occhi, anche “a freddo”. In questo modo siamo in grado di capire a quali contenuti sono interessati gli utenti b2c e quali colpiscono maggiormente quelli b2b. Un contenuto originale e di qualità è la condizione sine qua non per qualsiasi strategia vincente di inbound marketing. E' necessario che sia aggiornato con una certa frequenza e che sia fruibile in diversi formati (pagina web, video, pdf ecc…).

Per quanto riguarda la diffusione, per prendere nuova vita è di fondamentale importanza che il contenuto susciti le emozioni giuste nei destinatari. Quali sono le emozioni giuste? Ovviamente dipendono dal tipo di destinatario e se sappiamo ascoltare con pazienza e attenzione, avremo la risposta a questa domanda.

Incontrare figure come head of content e content strategist è sempre più frequente all'interno di agenzie e aziende. Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

L'aspetto formativo ed educational sono le basi su cui poggia un contenuto di qualità. Pur essendo un ottimo punto di partenza, però, unicità ed utilità di un contenuto non sono sempre sufficienti a catturare l'attenzione del pubblico. Bisogna includere nella strategia anche dei contenuti capaci di uscire dalle righe, con una forte carica emotiva (positiva se possibile!).

Le emozioni sono lo 'strumento' principale per ingaggiare l'utente e dare forza alle nostre call to action affinchè portino il risultato desiderato. A questo punto sì! I social costituiscono una fantastica opportunità per diffondere e con un pizzico di fortuna viralizzare i nostri contenuti.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

Decalogo errori:

- Non identificare un target preciso. Il risultato è una comunicazione banale e generica
- Non ascoltare costantemente il proprio target. Non riusciamo a capire di cosa ha realmente bisogno
- Trascurare le emozioni. Siamo esseri irrazionali: circa il 95% del nostro comportamento è sotto il controllo della mente inconscia, dove vivono le emozioni. Le emozioni sono l'agente fissante nella memoria a lungo termine e le vere responsabili delle nostre azioni.
- Creare aspettative che non si è certi di poter soddisfare. Meglio promettere di meno per poi dare di più (Amazon è un clamoroso esempio di best practice in questi termini)
- Poca trasparenza. E' pieno di bugie e mezze verità, non allunghiamo la lista
- Usare sempre lo stesso stile di comunicazione. E' importante comunicare con lo stesso stile del consumatore per creare il giusto rapport. Non bisogna avere paura di essere semplici, diretti e informali quando è possibile.

Caso eclatante di comunicazione: Donna Moderna sui social Un vero caso di successo che mostra quanto sia fondamentale saper ascoltare e osservare il consumatore.

Il peggior esempio di comunicazione in assoluto: Il latte in polvere Nestlé destinato ai paesi in via di sviluppo. Classico esempio di marketing “vecchio stile” fatturato-centrico finalizzato unicamente alla vendita del prodotto. Qualità e affidabilità dei contenuti non solo inesistenti ma visibilmente di parte e nessuna traccia di trasparenza. Si tratta di manipolazione dei consumatori sfruttando la loro ignoranza in materia e l'autorevolezza del brand Nestlé.

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6 dicembre 2019
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