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Giovanni Bedeschi, regista e fondatore Bedeschifilm
Le Interviste Mediastars XII Edzione

Senza titolo

Giovanni Bedeschi
Regista e fondatore Bedeschifilm

Ricordando le molte vittorie nel campo sportivo dei nostri colori, pensa che si possa verificare una combinazione altrettanto fortunata anche per quanto riguarda il settore della comunicazione italiana rispetto a quella estera?

Penso proprio di si, bisogna provarci sempre anche se la situazione non è rosea, dipende dalla nostra iniziativa e voglia di investire sulle idee e provare a proporle.

La Vostra struttura ha ottenuto riconoscimenti in campo internazionale negli ultimi anni?

Cresta Award: Gold, TV; 2004, Epica: Argento,TV; 2007, Sharks: Diploma, TV; 2007

Crede che il nostro settore sia ben rappresentato dalle associazioni della comunicazione italiana? Con la vostra struttura o personalmente aderisce a qualcuna di queste? Quanto si sente partecipe della loro iniziative?

Non abbiamo mai aderito ad APP perché di fatto abbiamo osservato come alcune cdp associate non rispettino le regole previste . Aspettiamo che APP si rinnovi o che nasca una nuova associazione magari meno numerosa ma con soci più rispettosi delle regole concordate.

All’interno della vostra struttura riesce a delineare quali sono stati i risultati della sua attività di coaching? E in particolare pensa di essere un buon coach di se stesso?

Io ho aperto Bedeschifilm per produrre meglio il mio lavoro di regista e per essere un buon produttore dei registi che hanno creduto alla mia scommessa.
Penso che la reel di Bedeschifilm con i suoi 6 registi possa dimostrare il lavoro fatto.
Non so se sono un bravo coach, bisogna chiederlo ai registi che lavorano con me, però so solo che ho dedicato i 6 anni di vita professionale di Bedeschifilm a questo.
Sono orgoglioso di citare i registi: Gigi Piola, Edoardo Lugari, Stefano Moro, Andrea Cecchi e Luca Perazzoli, queste sono persone e professionisti che stimo e che rappresentano molto bene il nostro lavoro.

Le è capitato di pensare di aumentare le capacità del proprio team, cercando di migliorare le competenze e le performance relative, intervenendo con un approccio mirato alla collaborazione con professionisti free-lance?

No, credo al lavoro di una squadra abituata a lavorare insieme, dopo anni si acquisiscono meccanismi che danno risultati e prestazioni di qualità in scioltezza.

In un mercato sempre più competitivo la motivazione e la forza del gruppo possono essere ciò che fa la differenza. Quali possono essere a Vostro giudizio le caratteristiche di un buon coaching, dovendo quindi intervenire su team di progetto orizzontali, verticali e anche trasversali?

Dare tutto se stesso e mostrare agli altri che sei il primo che non si tira indietro e rischia e lavora con passione e senza sosta, prima di tutto però la voglia di aprirsi agli altri senza egoismi professionali stupidi ed inutili.
Io in questi 6 anni ho imparato di più dai miei colleghi e compagni di lavoro che quando ero freelance.

Pensa che questo esempio possa rappresentare anche il caso vostro?

Penso proprio di si, invito a visitare e conoscere il nostro lavoro nel nostro sito www.bedeschifilm.com

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28 aprile 2017
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