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IRONIA NO - HUMOUR SI

IRONIA NO

“Maxima debetur puero reverentia”: il bambino è sacro, l’italica mamma va sedotta con argomenti rassicuranti e promesse di crescita certificate. La pubblicità ne tiene debitamente conto e non c’è prodotto per l’infanzia che non sia garantito ( o addirittura “studiato”) dal pediatra. Ma anche sul bianco non si può scherzare. La mistica del pulito fissa per la massaia del Bel Paese il traguardo del “Più bianco non si può”, il comandamento del non-cambiare-fustino incombe al seguito del sacerdote-testimonial Paolo Ferrari con tanto di candid camera al seguito, che immortala la donna real-life del supermercato nell’atto di adesione: Dash è una fede, a questo punto..

Dixan deve rispondere, tenta il sorpasso in area 4 e così via e ci riesce agli albori degli anni ’80 con un messaggio che vuole essere competitivo e velatamente (ma non troppo) un protoformat di pubblicità comparativa. La ricerca sonda nel conscio e nell’inconscio, fa esplodere i sentimenti più nobili e meno nobili che albergano nell’animo della regina della casa: perfezionismo, invidia, emulazione, attenzione, curiosità, orgoglio, voglia di fare e migliorare.

Già, non c’è niente da ridere davanti al sorriso di “pienamente soddisfatte” delle donne del popolo che espongono l’end result agli occhi di Enza Sampò testimonial autorevole e credibile, antidiva discesa dal video per mettersi alla pari della donna di casa (ndr: sul set la nota presentatrice si toglieva le scarpe per mettersi proprio sullo stesso piano dell’intervistata).

E non è questa la prova provata di una comunicazione che faceva tremendamente sul serio? Non prendeva premi, ma “vendeva”(indici Nielsen alla mano).

HUMOUR SI

“Si conosce un uomo dal modo in cui ride” (Dostojevski) Ai tempi di Carosello la telefonia non c’era, la pubblicità alle banche non si faceva, servizi e prodotti finanziari seguivano altri percorsi comunicazionali.

Ai giorni nostri le banche vanno di Gialappa’s. Il “mobile” è entrato nell’Olimpo dei big spender, batte le strade (ormai un comun denominatore) dell’humour se non proprio inglese almeno all’italiana, quello della commedia (per intenderci) interpretata dai divi dei film-panettone, ma con punte elevate di qualità autoctona.

La gita in barca delle tre ragazze è finita da un pezzo, Megan Gale non fa più storia (ne-forse_audience), Elisabetta Canalis è ferma alla comparsata.

Imperversano invece i grandi comici a cominciare dalla premiata banda De Sica in testa ad una programmazione seriale che ti costringe ad aspettare – con impaziente attesa – la prossima puntata.

Il numero uno di Zelig, Claudio Bisio, dà i numeri.

Il trio Aldo-Giovanni-Giacomo continua a fare teatro per Wind: sempre più mattatori Infostrada (quanta strada hanno fatto in coppia ben assortita) il super Fiorello d’annata e il mitico Mike che, per una volta, non si prende sul serio.

Amendola e pupe si fanno in 3 (alla romana). Da registrare la new entry Diego Abatantuono nella famiglia Alice-Aladino.

Decisamente in gol il barzellettiere Francesco Totti e il favoloso-favoliere “Ringhio” Gattuso. Due campioni del mondo che hanno relegato in panchina – Vodafone – la gnocca Megane. Life is now…

Cesare Righi

MediaForm

Mediaform nasce con l'obiettivo di ricercare le possibilità di sinergia e interazione fra il mondo accademico e la realtà delle agenzie

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11 dicembre 2018
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