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Stefano Piotto
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Ispirazione e produzione creativa. L’ispirazione ci accompagna, e come si dice non dà preavvisi, la produzione spesso conferma le idee e il lavoro di team produce sempre i migliori risultati.

Stefano Piotto

Stefano Piotto
Consulente web marketing, scrittore e docente.
Responsabile seo/social Calciomercato.com

Come nasce l'ispirazione, per un creativo di oggi? Dove traiamo la nostra "ispirazione" che ci porta a rivelare ciò che esiste ma è nascosto?

Ci possono essere tante fonti ma l’ispirazione resta l’intuizione intima e profonda che ognuno può avere in un determinato momento della vita o della giornata. Il dovere del creativo è metterla in pratica, partorire il pensiero.

La parte più difficile del lavoro creativo è dare corpo all’ispirazione, senza farla uccidere dal ragionamento. Ad esempio, nel passaggio dall’idea alla scrittura, c’è una razionalizzazione che spesso si allontana dall’ispirazione originaria: a volte ne nasce un prodotto arido, altre, per fortuna, ne scaturisce una nuova ispirazione, figlia della prima ma forse più matura per essere compresa da tutti.

La verità è che l’ispirazione rimane un processo molto individuale e personale: la creatività deve riuscire a renderla disponibile a tutte le persone a cui è volto il messaggio. E’ un lavoro che richiede cura, attenzione al particolare: lo spiego spesso quando svolgo le docenze di web copywriting usando l’esempio della poesia, dove ogni parola ed ogni pausa sono soppesate.

Quando leggiamo non ce ne accorgiamo, ed è proprio questa l’abilità dello scrittore e in generale del creativo: inserire ogni elemento, ogni sfumatura, come se fosse naturale, come se fosse totalmente ispirata, senza elaborazione.

E’ quindi un processo che parte da una rivelazione per andare verso una manifestazione, un’epifania che però assume più valore quando riesce a modellare il pensiero nativo senza distruggerlo, o addirittura arricchendolo. Occorre rimanere nell’arte, senza cadere nell’artificialità.

Naturalmente è fondamentale anche comunicare: riuscire a passare dall’intima emozione alla commozione è una delle maggiori soddisfazioni per un creativo.

Come riconoscere la consapevolezza delle proprie competenze nel nostro ambito lavorativo? Come misurarsi con questo aspetto nello svolgimento dell'attività professionale?

Essere consapevoli delle proprie capacità consente di focalizzare i punti di forza, che sono anche la base per successivi rafforzamenti di capacità e competenze. In ogni mio progetto lavorativo, dal più piccolo al più grande, parto dalla mia consapevolezza per renderne parte il cliente: è questo il ruolo di un consulente. Non offro servizi che siano incomprensibili, non cerco di vendere nulla che non abbia un legame a doppio filo tra me e il cliente.

Lo scambio di informazioni, di consapevolezza, se vogliamo, è alla base del successo di ogni progetto. Laddove ci sia la pretesa di azioni chiavi in mano, si fa molto più fatica.

Serve un’apertura reciproca. E’ anche un processo di umiltà e di verità: serve il coraggio di ammettere gli errori, la capacità di consigliare di non intraprendere certe azioni che non portano a nulla se non al guadagno del consulente. In un approccio del genere, quanto mai lontano dalla logica dell’offerta di servizi standard che contamina non poche agenzie, la consapevolezza è fondamentale, è il punto di partenza di un’apertura reciproca che può fare germogliare i risultati.

Nel nostro mondo condiviso non ci si può più permettere di agire da soli. Con chi costruire alleanze per rispondere alle esigenze del mercato di oggi?

Come già accennato, l’alleanza principale è con il cliente. Nel momento in cui firma un contratto, c’è un patto finanziario ma anche etico. Io ci credo e il cliente crede in me. Sui social, Linkedin in particolare, sembra scoppiata la moda di dare contro al cliente, ritenendolo incapace di intendere le opportunità del digitale, i diritti del consulente, le offerte proposte.

Nulla di nuovo ma l’insistenza su certi temi dovrebbe portarci a un’autocritica: sappiamo dialogare con le imprese? Sappiamo proporre e discutere o vorremmo solo imporre? Sappiamo ascoltare? L’alleanza è un viaggio insieme verso un obiettivo comune.

Vedo poca sensibilità in questo senso, vedo due solitudini che si incontrano, cliente e agenzia, si stringono per un momento e poi si lasciano. Alcuni colleghi dicono che sono troppo idealista sul lavoro ma ne sono già consapevole e non mi dispiace.

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Ultimo aggiornamento:
1 ottobre 2021
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