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Andrea Polo
Il progetto informazione e i nostri strumenti di comunicazione: Parola o Immagine?

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Andrea Polo Communication Director immobiliare.it

Come parole e immagini convivono oggi nella formulazione di un concetto? Quale di questi strumenti avrà la meglio in termini comunicativi?

Nel mio modo di vedere le due cose possono convivere, ma ciascuna di esse ha la sua specificità. Trovo importante il modo in cui vengono presentate: quello che arriva prima è senza dubbio l'immagine, se in un annuncio questa non mi attira trovo anche difficile arrivare alla parola.

Nel nostro lavoro di ufficio stampa, facciamo molta attenzione alle immagini che accompagnano i comunicati; se l'immagine è azzeccata il comunicato funziona al 100%, diversamente potremmo avere qualche problema. Penso che l'immagine debba raccontare, ma non coprire, quella che è la parola.

Quale ruolo sta avendo l’utente nella creazione del messaggio pubblicitario? In un’ottica di interscambio, come l’utente giudica le informazioni che riceve?

Nel corso della mia esperienza di comunicatore per aziende web based, ho cercato di tenere sempre ben presente quanto sia importante l'apporto dei propri utenti. D'altra parte sul web si può avere un feedback molto veloce, si capisce subito se si ha successo. Ad esempio capiamo se l’immagine scelta è giusta vedendo se gli utenti cliccano oppure no. Nel caso che ci sia un traffico limitato si può anche lavorare per raddrizzare il tiro aggiustando qui e là.

Sul nostro sito esiste una vera e propria pagina, molto frequentata, che ospita i suggerimenti degli utenti. Tenere aperta la finestra per il doppio scambio interattivo credo sia fondamentale, bisogna cercare sempre di dialogare, anche quando è scomodo farlo. In questo contesto stiamo cercando di capire come potere utilizzare la parte social distinguendola però fortemente dall'investimento pubblicitario vero e proprio.

Quanto può incidere uno slogan a rendere unico l’oggetto del messaggio? Nello storytelling, quanto concorre a comunicare efficacemente un messaggio, il raccontare un concetto con un’ immagine di forte impatto emotivo?

Credo che da utenti del messaggio pubblicitario la nostra visione dello slogan sia in qualche modo più vincolata e condizionata dagli elementi esterni che da una forte immagine. Ad esempio leggo male, sono di fretta, non capisco, c'è una punteggiatura strana, ecc. L'immagine non ha questi filtri e rimane più diretta.

L’immagine, icona-simbolo, può avere in sé la proprietà evocatrice di una certa marca e diventare portatrice dei valori che questa desidera rappresentare?

L'immagine nella comunicazione viene spesso vissuta come simbolo e perciò, a mio giudizio, deve essere descrittiva ma non esaustiva. Deve comunque lasciare a chi la vede il desiderio di andare oltre, la curiosità di scoprire il suo valore. Per quanto riguarda le aziende per cui lavoro o ho lavorato tutte le ricerche e gli studi ci hanno portato ad utilizzare i logo che rappresentano i brand sia come logotipo sia come immagine singola; per fare questo oltre al nome del brand comprendono anche un'immagine evocativa dell'ambito in cui operiamo.

L'augurio che posso fare per il settore della comunicazione in cui opero è quello di continuare a progredire così come ha fatto in questi ultimi anni in cui è cambiato moltissimo. Anche io tempo fa potevo avere un atteggiamento distaccato nei confronti di alcuni canali quali i blog e i portali web e invece ero più interessato a uscire con una nostra notizia sulla carta stampata di questa o di quella testata o rivista. Ora invece ne capisco le potenzialità e il mio pensiero è cambiato radicalmente.

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