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Serena Brenci Pallotta
Storytelling: l'Arte di raccontare storie in Comunicazione

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Serena Brenci Pallotta Marketing Specialist and Executive Adv

Come utilizzare oggi in modo innovativo lo storytelling a partire dai suoi elementi costitutivi?

Sicuramente a partire dalla scelta del canale, che funge da mezzo di ricezione della storia, e focalizzandosi sulla creazione di un sentiment di identificazione con l'utente target. L'empatia è, a mio avviso, l'elemento centrale, come specchio dei punti sinergici del brand percepiti dai consumatori attuali e prospect. E questo, ovviamente, vale sia nella vendita di prodotti che in quella di proposizione di esperienze emozionali, come il viaggio o l'intrattenimento.

Mi sto attualmente occupando della creazione di storie intorno alle vicende storico-artistiche di un gioiello architettonico bibienesco, considerato l'esempio di teatro storico goldoniano più piccolo esistente, per la sua completezza di elementi strutturali funzionali: si tratta del Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, che non è soltanto una "bella scatola d'arte", bensì un tempio laico di emozione, da visitare ed in cui potersi sposare civilmente e/o organizzare propri eventi.

Se lo storytelling è anche strumento per gestire al meglio la comunicazione, quali sono gli ingredienti per creare un brand di successo e quali le strategie per mantenerne alta la reputazione?

Gli ingredienti devono essere trovati nelle caratteristiche valoriali del brand narrato, facendone dei punti di forza condivisibili e mantenendosi aperti ai feedback ricevuti, per evolvere la percezione dell'identità del brand ed il suo sviluppo in co-costruzione con le esigenze dell'utenza.

In riferimento alle potenzialità evocative e di fruizione aggregativa del bene Teatro della Concordia desidero raccontare con metafore, uso di archetipi e la finalità del re-branding del suo valore originario la messa in scena di spettacoli o eventi caratteristici al suo interno.
Ho scelto di inserire gli articoli #teatropiccolo

in un ciclo di storie dipanate nell'arco di 5 mesi, una ogni giovedì, coinvolgendo via twitter alcune tipologie di utenti, sensibili al fascino della cultura e della comunicazione 2.0, nella creazione di contenuti ulteriori da "realtà aumentata" attraverso uno o due hashtag che suggerisco loro ogni settimana.

Dal 20 marzo ad oggi (23 maggio) i followers del canale Twitter del Teatro della Concordia sono passati da 167 a 229, e l'esperienza si concluderà il 21 agosto 2104, con la redazione di Storify stories per ogni articolo, corredato dai tweet-pensieri espressi dagli utenti e la scelta di tre di essi, i più assidui e fantasiosi, cui verrà spedita una pergamena simbolica di "Amico/a del Teatro più Piccolo del Mondo" con il riepilogo delle loro tweet-storie.

Twitter, e lo stesso storytelling, diventano così strumenti di awareness ed engagement, oltre che generatori di una comunicazione empatica che trasmette il core value dell'attività con autenticità e gioia.

Quali diventeranno in un prossimo futuro le qualità più richieste ai professionisti? Come il cambiamento del mondo della comunicazione ci può guidare a nuove vie?

Catturare l'immaginazione essendo credibili, e non perdendo mai di vista la mission del brand ed il focus della comunicazione: l'attenzione alla bidirezionalità del 2.0 che la rende orizzontale e fertile a nuovi spunti esplorativi, adattivi e migliorativi. In questo è importante che il professionista non sia la terza persona fuori campo, ma si cali emozionalmente nel contesto che narra, come personaggio della storia.

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Ultimo aggiornamento:
8 agosto 2019
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